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UISP ROVIGO

Tre anni di calcio per gli ospiti di Porto Alegre. Che successo!

Una iniziativa che prosegue grazie all'aiuto della comunità: in tanti si sono, e continuano, ad operare per l'integrazione di questi ragazzi

In ogni campo del mondo c’è un pallone da calcio che unisce, con i princìpi dello sport, le persone. Così come la palla che ha fatto nascere in Polesine la squadra di calcio “Porto Alegre”, che prende il nome dall’omonima Cooperativa Sociale, guidata da Carlo Zagato che ha lanciato l’idea della squadra e contattato Francesco Verza come allenatore, verso il quale non mancano parole di stima.  “Con Francesco - racconta Zagato - ci conosciamo da oltre 30 anni, da quando ci incrociammo a Portaverta alla fine degli anni Ottanta. Io obiettore di coscienza e lui volontario della casa di accoglienza. Francesco è un educatore e un opinion leader naturale, perché ad una solida base pedagogica affianca genuinità e coerenza, diventando un modello di riferimento”. Non a caso Francesco Verza ha ricevuto il premio Mondonico 2019, riconoscimento nazionale per tecnici e atleti particolarmente impegnati nel sociale. “Francesco è uno di quei cittadini che, pur operando nell’ombra, influenzano più di altri le comunità locali, favorendo la crescita delle persone che incontra e perseguendo pazientemente la coesione sociale. Il tempo della sua vita è, sotto questo profilo, una investimento, i cui risultati si osserveranno nel futuro” conclude il presidente della Cooperativa Porto Alegre.

I primi calci al pallone verso l’inclusione sociale, assieme a coach Verza i giovani richiedenti asilo ospiti all’ostello Canal Bianco di Arquà Polesine, li hanno dati a giugno 2017. Francesco Verza, sigillò quel momento nero su bianco tramite la pagina ufficiale del “Football Club Porto Alegre” di Facebook: “Abbiamo cominciato così, un pomeriggio di football africano. Un calcio ancora genuino, ruspante, a volte infantile nel suo spontaneismo gioioso. Per certi versi com’era il calcio della nostra infanzia, quello giocato nei cortili, nelle strade e nelle piazze. La vera sfida sarà tirare fuori per settembre, da tutta questa esuberanza, qualcosa che assomigli a una squadra di calcio. Ce la faremo”.  

E così  è stato. Con l’approdo al Campionato Amatoriale Uisp Rovigo. Dalle parole ai fatti, in un campo da calcio, di pregiudizi ne ha abbattuti, ma coach Verza non era da solo. “Il progetto della squadra di calcio Porto Alegre  - spiega Francesco Verza - è stato il frutto di aiuti e collaborazioni con molte realtà della provincia e associazioni che hanno permesso in rete di portare avanti il tutto. In primis Edoardo Rossetto è stato uno dei promotori del progetto. Assistente Sociale della Cooperativa Porto Alegre con lui sono iniziati i primi allenamenti”. Gli errori non sono mancati, e Verza non lo nega. “All’inizio abbiamo fatto allenamenti con solo ragazzi africani e ci siamo resi conto che se volevamo favorire la loro inclusione e socializzazione in Italia dovevamo ampliare la squadra anche a ragazzi italiani” racconta ancora l’educatore ed allenatore polesano.  Di lì è scattata l’iscrizione al campionato di Calcio Amatoriale a 11 di Uisp Rovigo, con l’aiuto della “Polisportiva Marzana” di Granzette che ha sostenuto la squadra dal punto di vista burocratico e anche dal punto di vista logistico assieme a Uisp Rovigo mettendo a disposizione i pulmini per le trasferte. Fondamentali le collaborazioni con realtà diverse della provincia rodigina. “Con Legambiente Rovigo, grazie alla presidente Giulia Bacchiega abbiamo mutuato dal rugby, il Terzo Tempo, per incentivare le relazioni sociali dei giocatori”. Altri sponsor importanti “la Casa del Viaggio e la sua titolare Chiara Segantin con il  cui contributo abbiamo potuto acquistare il materiale sportivo” racconta ancora Verza.

Tra i momenti più belli di tre anni di calcio, Verza, ricorda l’evento sportivo e sociale “Un calcio all’indifferenza”, (quest’anno sospeso a causa dell’epidemia da Coronavirus) e organizzato dal Comitato Unione Italiana Sport per tutti di Rovigo con Angelo Mafione. La seconda edizione è andata in scena nel 2019 allo stadio “Gabrielli” di Rovigo  tra la squadra dei richiedenti asilo contro alcuni rappresentanti dell'Ordine degli Avvocati e dei Commercialisti. Altro momento magico, da “amarcord” per il coach rodigino è stata l’ospitata allo stadio di rugby “Mario Battaglini” di tutti gli atleti della “Porto Alegre” ad aprile 2019 per la finale di Continental Shield tra Rugby Rovigo Delta e Petrarca. Dopo l’esperienza e il mini allenamento con un approccio al rugby degli atleti della “Porto Alegre”  avvenuto a inizio 2019 grazie all’head coach Umberto Casellato della Femi-Cz Rugby Rovigo Delta, agli impianti sportivi di Bosaro, la “Porto Alegre” ha fatto da corridoio d’ingresso ai giocatori qualche mese dopo nel tempio del rugby italiano. “Gli applausi per noi del pubblico del Battaglini sono stati qualcosa di unico - commenta Verza - Ringrazio ancora Umberto Casellato e la società rossoblù per l’esperienza che ci hanno fatto vivere”.

Progetti per il 2020-2021. “La squadra andrà avanti, anche con numeri ridotti. Con l’Uisp Rovigo si sta pensando ad organizzare il Calciotto. Con le squadre da 8 calciatori sarà più semplice giocare vista la riduzione degli ospiti della Porto Alegre. L’obiettivo primario resta l’inclusione” conclude Verza.

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