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PROTESTA IN CARCERE

I due detenuti in rivolta sono scesi dalle mura: caso chiuso, tutto finito

Dopo alcune ore, hanno cessato dalla propria azione

Alla fine, sono scesi, dopo alcune ore di protesta, i due detenuti del carcere di Rovigo che hanno mobilitato le forze dell'ordine, a partire dalle 13 di mercoledì 25 agosto, salendo sul tetto di un immobile del carcere cittadino. Si tratta di un italiano sulla cinquantina e di un egiziano sulla trentina, che avevano scelto questa maniera per lanciare le proprie rivendicazioni. Uno di loro, in base alle prime informazioni, lamentava la mancata concessione dei domiciliari, in luogo del carcere, l'altro, invece, condizioni che riteneva fosse indispensabile migliorare. Un gesto clamoroso che ha richiamato sul posto anche il magistrato di sorveglianza, la cui presenza era stata espressamente richiesta, secondo le prime ricostruzioni, dai due.

Immediata la mobilitazione da parte delle forze dell'ordine, col personale della questura e dei carabinieri intervenuto in forze, soprattutto nella prima fase, quando il timore era che anche altri detenuti potessero unirsi alla protesta. Nelle prime fasi, infatti, c'era il timore che si potesse essere di fronte a una protesta di massa, una rivolta. Non è stato, fortunatamente, così. Immediatamente, quindi, si è agito in maniera da essere pronti a fronteggiare il peggiore degli scenari possibili, come, però, per fortuna non è stato. L'imponente dispositivo di sicurezza, comunque, ha consentito immediatamente di cinturare il carcere, eliminando ogni possibile via di fuga.

Importante sottolineare come la situazione interna del carcere non sia mai stata, di fatto, a rischio. Altri detenuti, infatti, hanno protestato, urlando e sbattendo stoviglie contro le sbarre, ma unicamente per manifestare il proprio scontento perché l'azione dei due aveva impedito loro di usufruire del consueto periodo all'aperto, trattandosi, ovviamente, di una situazione di emergenza.

Tutto sempre sotto controllo, quindi, una volta emerso come non si fosse di fronte a una azione di gruppo, ma a una iniziativa isolata di due persone, con lo scopo di lanciare le proprie rivendicazioni. Informata dell'accaduto anche la Procura della Repubblica, che ora vaglierà tutta la vicenda, per chiarire se siano ravvisabili estremi di reato. Dalle prime informazioni, comunque, la condotta dei due detenuti non sarebbe mai stata violenta o aggressiva nei confronti delle forze dell'ordine.

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commenti 1
  • Diego

    26 Agosto 2020 - 06:06

    Hanno ragione. Non c'è più il sindacato di una volta . E le misure di sicurezza.....se cadevano dal muro chi rispondeva...l'INAIL? Gli vengono forniti i DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE per le proteste ad alta quota?

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