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CORONAVIRUS IN VENETO

Come fare se lo studente è positivo

Le linee guida a livello nazionale

Compostella: “Indispensabili dove c’è gente”

Antonio Compostella, direttore generale dell'Ulss 5

Dal ministero della Salute è arrivata alla Regione la circolare con la quale si disciplina la gestione dei casi di bimbi sospetti positivi al coronavirus a scuola. La premessa fondamentale è che studenti con sintomi non dovrebbero andare a scuola. Qualora, però, la sintomatologia comparisse nel corso della mattinata, l'alunno sarà posto in una stanza, isolata, dotato di mascherina e arriveranno a prenderlo i genitori, che poi informeranno o il pediatra o il medico di base, per la predisposizione poi dei testi del caso, se ritenuti necessari.

Per il rientro in classe, le casistiche sono le seguenti: in caso di positività al tampone, si dovrà attendere, come di prassi in questi casi, che siano effettuati due tamponi negativi consecutivi a distanza di almeno 24 ore; per i casi con sintomi, ma negativi, si attende il via libera del medico curante o del pediatra al rientro a scuola, con certificato che attesta il nulla osta al ritorno; qualora non vi sia sospetto di Covid, i genitori dovranno produrre una autocertificazione ai fini del rientro a scuola, nella quale si spiega che, nel corso dell'assenza, non ha presentato i sintomi indicati sul documento.

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