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IL CASO

Bimbo morto in ospedale: chiesti 18 mesi per il medico

Giovanni Morello di Anguillara Veneta aveva sei anni, il 13 gennaio del 2016, quando morì nell’ospedale rodigino

“Aveva mal di pancia, poi è morto”

La storia ha lasciato il segno a Rovigo e all’interno del reparto di pediatria. Giovanni Morello di Anguillara Veneta aveva sei anni, il 13 gennaio del 2016, quando morì nell’ospedale rodigino. Era entrato in Pronto Soccorso, qualche giorno prima, poi era tornato, successivamente per una febbre e dolore addominale che era stata presa come gastroenterite, di cui molti bambini soffrivano in quel periodo. Purtroppo, invece, si trattava di una anda ileale strangolata, che necessitava di intervento chirurgico”. A dover rispondere di omicidio per colpa medica, il primario facente funzione di allora, il dottor Vincenzo Rametta.

Ieri il pubblico ministero Sabrina Duò, che ha ereditato un fascicolo aperto dall’allora sostituto procuratore Davide Nalin, ha chiesto 18 mesi. Una dura, triste ma composta discussione, a cui sono stati sempre presenti i genitori di Giovanni, che hanno perso il loro unico figlio. L’avvocato della famiglia Cristiano Violato, del foro di Padova, ha chiesto la condanna e il risarcimento dei danni per i familiari, compresi i nonni del bambino. Il papà di Giovanni è dovuto uscire dall’aula perché è scoppiato in lacrime.

Il giudice monocratico Nicoletta Stefanutti ha rinviato l’arringa dell’avvocato Sarti, che difende Rametta, e la sentenza, al prossimo 28 settembre. Secondo i periti nominati dal giudice il primario di Pediatria dell’ospedale di Rovigo, Vincenzo Rametta, “non aveva alcuna responsabilità” sulla morte del piccolo. Il bambino era entrato in reparto dopo due accessi al Pronto Soccorso. Rametta è accusato di aver “omesso di richiedere una consulenza chirurgica generale o specialistica pediatrica, di richiedere approfondimenti ematochimici, di non aver richiesto approfondimenti strumentali, di non aver incluso nella diagnosi differenziale la possibile occlusione intestinale, e in conseguenza di pregressi errori professionali la prescrizione dell’intervento chirurgico dell’asportazione dell’ansa ileale strangolata e il ripristino della canalizzazione”.

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