you reporter

CORONAVIRUS IN POLESINE

Quattro nuovi positivi, si spegne il focolaio di Porto Viro. "Nessun allarme"

L'analisi del direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella

Compostella: “Indispensabili dove c’è gente”

Antonio Compostella, direttore generale dell'Ulss 5

Il direttore generale dell'Ulss 5 ha fatto il punto della situazione del contagio da Coronavirus in Polesine. "Negli ultimi giorni la situazione si è normalizzata, in questo momento il riscontro di nuove positività parla di quattro casi - ha proseguito Compostella - Numeri che, comunque, ci dicono che è necessaria grande attenzione, dal momento che è evidente come il virus sia ancora presente".

I nuovi casi di Coronavirus in Polesine. Un signore del 1966 del Bassopolesine, già in isolamento, contatto di positivi, ha sintomatologia; un uomo del 1976 di Rovigo, aveva eseguito il tampone in una struttura privata, si stanno individuando i contatti e l'origine del contagio; due stranieri che hanno eseguito il tampone per rientro in Marocco e sono risultati positivi. Non vivono assieme, ma in Comuni diversi, sono asintomatici.

Dall'inizio dell'epidemia siamo a quota 660 positività, ha spiegato il direttore generale. "La situazione non è allarmante - ha proseguito - va attentamente monitorata, comunque. Era preoccupante qualche giorno fa il fatto che ci fosse un focolaio a Porto Viro, ma si sta spegnendo ed esaurendo, anche perché non vi sono stati altri degenti risultati positivi nella casa di cura, che non ha accolto nuovi ricoveri. Abbiamo quindi gli elementi per dire che questo focolaio si va spegnendo. E' un elemento molto importante. Ripeto: la situazione necessita di grande attenzione, ma non presenta elementi di allarme vero".

"Quello che fa la differenza è capire da dove arrivino le positività - ha proseguito - Ci riusciamo ogni volta, spesso i nuovi positivi sono già in isolamento e questo è un ottimo riscontro. Questo non significa che attenzione e precauzioni possano venire meno: resta l'invito a utilizzare la mascherina quando prescritto, a lavare le mani, a rispettare la distanza di sicurezza".

A Trecenta all'ospedale Covid ci sono 17 ricoverati, uno in Terapia intensiva, 16 in area non critica. Di queste ultime 16, 13 provengono dalla casa di Cura di Porto Viro. Inizialmente erano molto di più, ma purtroppo si sono verificati otto decessi. Si trattava a persone già malate o grandi anziani. Abbiamo fatto di tutto per salvarle, anche utilizzando plasma iperimmune, ma non c'è stato nulla da fare, alla luce di una situazione troppo compromessa".

Il fronte della scuola. "E' un fronte - ha proseguito Compostella - molto importante, anche dal punto di vista socioeconomico. La partenza con numerose positività nella scuola porterebbe all'isolamento dei componenti della classe, ma anche all'isolamento di vari nuclei familiari, con tutte le ripercussioni sulla quotidianità e delle attività lavorative. La scuola è un 'osservato speciale', senza alcun dubbio. E' chiaro come la scuola possa diventare un moltiplicatore di contagi e di casi anche complessi, se per esempio un ragazzo 'porta a casa' il virus, contagiando magari i nonni. Da qui la nostra grande attenzione su questo fronte".

"A oggi abbiamo avuto due casi di positività in età scolare, quello di una bimna di due anni e mezzo al nido comunale e quello di un bimbo di otto anni nella seconda classe elementare di Arquà Polesine. Tutti questi casi sono nati a casi. Ci sono state ripercussioni sull'attività della classe, con isolamento della sezione al nido e isolamento dei compagni di classe alla elementare, oltre al personale scolastico. Per fortuna non sono risultati altri positivi, ai controlli successivi"

"A fare la differenza è stata la tempestività degli interventi, per evitare che il contagio andasse a propagarsi. Sempre sul fronte della scuola sono attivi i punti di accesso diretto per i tamponi ai soggetti in età scolare o personale della scuola, a Rovigo, Adria, Trecenta, per i soggetti inviati dai medici, dal Sisp o dalla scuola. Dal 15 al 23 settembre sono arrivati a questi punti in tutto 483 soggetti in età scolare. Di questi, unicamente solamente sette sono stati individuati dalla scuola. Non c'è stato, a oggi, nessun caso di positività".

I pediatri. Al momento i pediatri non visitano i soggetti in età scolara e i bambini, ai fini della individuazione del coronavirus. Eseguono unicamente un triage telefonico, quindi inviano all'Ulss per il tampone. "I pediatri hanno spiegato le loro ragioni - ha spiegato Compostella - non vogliono che in ambulatorio entrino casi sospetti, ma sicuramente questa situazione crea problemi, dal momento che non esiste più alcun filtro, per quanto minimo,  prima del tampone".

Una critica neppure troppo velata, da parte del direttore generale. "Quando i numeri andranno ad aumentare - ha spiegato Compostella - è chiaro che la pressione diverrà maggiore, soprattutto quando entreremo nel periodo di maggiore virulenza dell'influenza. Vorremmo evitare che si verifichi che i genitori arrivino per il tampone e siano costretti ad attendere a lungo, assieme ad altri, perima dell'esecuzione del tampone. Per quanto veloce possa essere il nostro personale, il rischio che si verifichino code è reale".

A fine ottobre verranno attivati punti ad accesso diretto al punto di sanità di Castelmassa, Badia, Santa Maria Maddalena e Taglio di Po. Proprio per cercare di evitare che, col procedere dell'autunno, si possano verificare situazioni di lunghe attese e assembramenti.

La situazione nelle case di riposo. "Rimane buona - ha proseguito il numero uno della sanità in Polesine - ieri abbiamo dato notizia della positività di un ospite degli Istituti Polesani. Oggi abbiamo ripetuto il tampone ed è risultato negativo. Non mi stupisco, dal punto di vista medico. Il dibattito su questi casi, a livello nazionale, è acceso: si tratta di soggetti con basse positività, probabilmente non contagiosi. Come dimostra il fatto che tutti gli altri ospiti della struttura siano negativi".

I vaccini anti influenzali. "E' arrivata la prima tranche, di circa 18mila dosi, non molte - ha detto Compostella - chiaro che con la grande richiesta che si è verificata la situazione sia più complessa rispetto agli anni passati. La prima tranche andrà in primo luogo nelle case di riposo". Il rimanente andrà poi ai medici di medicina generale. "Nei prossimi giorni, con tempistiche omogenee a livello nazionale, partirà la campagna di vaccinazione delle persone dai 60 anni in più e per i soggetti che sono ritenuti a rischio, indipendentemente dall'età. Si tratta di una campagna di vaccinazione gratuita, per queste categorie. Raccomando a queste persone di eseguire la vaccinazione".

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

LE ALTRE NOTIZIE:

GLI SPECIALI

speciali: I NOSTRI TESORI tra fiumi, mare e lagune
speciali: Teatro Sociale di Rovigo

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl