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SANITA' IN POLESINE

"Medici e infermieri aggrediti verbalmente e fisicamente da un paziente in Radiologia"

Secondo la denuncia del sindacato li avrebbe anche volontariamente contaminati con il proprio sangue. "Serve vigilanza h24"

"Medici e infermieri aggrediti verbalmente e fisicamente da un paziente in Radiologia"

"I nostri “angeli” che lavorano nelle strutture sanitarie e sociosanitarie sono spesso oggetto di aggressioni che mettono a repentaglio la loro sicurezza e salute. Finalmente, dopo una lotta culturale e politica, abbiamo ottenuto una legge finalizzata alla loro tutela, la 113 del 14 agosto 2020. Ciò però non basta se non correttamente applicata e se non accompagnata da azioni concrete mirate a creare una cultura del rispetto di questi Lavoratori", così comincia la nota a firma del segretario generale della Fp Cgil, Davide Benazzo e del responsabile sanità Riccardo Mantovan.

"Un fatto molto increscioso, avvenuto in pronto soccorso e radiologia dell’OC di Rovigo, ci impone una seria riflessione sul sistema di tutela della sicurezza dei Lavoratori dell’Ulss 5. Pochi giorni fa un paziente, arrivato in Pronto Soccorso dell’OC di Rovigo per un incidente stradale, è stato poi accompagnato da Medico, Infermiere e OSS in Radiologia per eseguire la diagnostica necessaria. Durante l’esame, lo stesso paziente, ha aggredito gli operatori sanitari presenti con gravi minacce, frasi ingiuriose, minacce di morte, aggressione fisica e contaminazione volontaria degli operatori con il proprio sangue. Solo l’intervento della pubblica sicurezza ha riportato una situazione di sicurezza", scrivono nella nota i due sindacalisti.

"Chiaro che abbiamo immediatamente chiesto informativa all’ULSS di quanto avvenuto e delle azioni che intendono mettere in atto per il singolo evento. Ma la cosa più importante che emerge è la necessità di azioni urgenti per creare le condizioni di maggior tutela con l’urgente attivazione di un presidio di pubblica sicurezza h24 all’interno dell’Ospedale immediatamente attivabile dal personale nei casi di bisogno. Per noi diventa ancor più importante, anche alla luce di quello che prevede la Legge, creare un percorso virtuoso a lungo termine che agisca sull’organizzazione e sulla cultura e formazione. Abbiamo richiesto perciò, così come previsto dalle linee guida del Ministero della Salute “Raccomandazioni per prevenire gli atti di violenza a danno di operatori sanitari", del registro delle aggressioni minori. Vi è la necessità di diffondere una cultura di disponibilità, accoglienza anche attraverso un sistema di comunicazione nell’organizzazione e verso gli utenti. Dobbiamo creare sistemi per promuovere la collaborazione e il supporto per l’identificazione di strategie atte ad eliminare o attenuare la violenza nei servizi sanitari, che diventino scelte strutturali e organizzative della Direzione, con assegnate responsabilità e risorse, per interventi di prevenzione e per la sicurezza degli operatori e degli utenti. Bisogna sensibilizzare il personale per la segnalazione degli episodi di violenza subiti e per suggerire le misure per ridurre o eliminare i rischi. Si devono creare percorsi aziendali chiari di gestione degli episodi di violenza e l’esplicitazione dei soggetti interessati (referente per la gestione del rischio, medicina legale, ecc.), e darne chiara informazione ai Lavoratori con programmi di formazione per far sì che tutto il personale conosca i rischi potenziali per la sicurezza e le procedure da seguire in caso di episodi di violenza".

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