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CORONAVIRUS IN VENETO

"Questo Dpcm è una tragedia: bisognava punire gli assembramenti non le attività!"

Il commento del Presidente della Regione, Luca Zaia sulle disposizioni del Governo. "Spero che Roma riveda il provvedimento"

zaia

Il presidente della Regione Luca Zaia (foto di repertorio)

"L'ordinanza mia sarebbe stata molto semplice: contenere gli assembramenti che prescindono dalle attività a partita iva. Avrei insistito con l'obbligo della mascherina e volevo porre il tema scuole. Abbiamo discusso per 4/5 ore, io ho portato subito le ragioni di una comunità che sta cercando di gestire per bene l'emergenza sanitaria - così commenta Luca Zaia, presidente della Regione - Pensare di chiudere tutto quello che è controllato che ha rispettato in maniera ossequiosa le regole non mi sembra proprio la soluzione, non ci hanno segnalato focolai da queste realtà. Realtà che hanno investito per creare delle attività, hanno creato occupazione ed economia, hanno avuto il coraggio di investire e di adeguarsi alle linee guida. Questo provvedimento diventa una tragedia. Noi non abbiamo dati che dimostrino che in quelle attività ci siano state azioni da grandi diffusioni. Si mette a dura prova il sistema produttivo. Il tema vero è l'assembramento, che nulla ha a che vedere con i ristoranti dove c'è distanziamento, gel per le mani e mascherina per andare in bagno".

"Io non ho mai fatto polemica con il governo, ma faccio fatica a comprendere questo provvedimento. Io faccio un appello al governo, che riveda questo provvedimento. Noi come Regioni avevamo chiesto la chiusura alle 23, oppure ancora garantire l'apertura delle attività che hanno posti a tavola. Secondo me il problema non è la gelateria o il pezzo di pizza. E ve lo dice uno che non è negazionista. Si chiudono realtà controllate in modo incomprensibile. Penso al mondo delle palestre. La mia ordinanza sarebbe stata contro gli assembramenti non contro le attività. I veneti si sono sempre comportati bene ma purtroppo per l'irresponsabilità di qualcuno non si fa più credito a nessuno. Bisognava fare controlli, chiedere le piazze con assembramenti e fare controlli più rigidi sulle mascherine. Ma non chiudere le attività controllate".

"Sottolineo che la mia non è una posizione politica, io non ho dati che dimostrino i motivi di queste chiusure. A dimostrazione di questo tutte le regioni si sono schierate contrarie, di tutti i colori politici. Adesso rischia di partire una guerra tra popoli. Perché i centri commerciali siano aperti? Perché i musei sì e i cinema no?".

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