you reporter

SCARDOVARI SOTTO CHOC

Jonatan, la più giovane vittima del virus in Polesine. Disposta l'autopsia

Il dolore del fratello, "Io e lui eravamo una cosa sola"

Jonatan, la più giovane vittima del virus in Polesine. Disposta l'autopsia

"Non meritava di morire, soprattutto in quel modo, da solo. E nessuno di noi può vederlo". Sono le parole, piene di amarezza e profondo sconforto, di Matteo Callegaro, 35 anni, fratello di Jonatan, 40 anni, morto positivo al Covid.

Una tragedia, la sua, che ha scosso tutta Scardovari, che conosceva Jonatan e la sua famiglia, gli voleva bene. A dare l’annuncio, nel consueto appuntamento in diretta Facebook di aggiornamento sulla situazione in paese, era stato il sindaco Roberto Pizzoli. “Da un po' di ore la frase che mi gira nella testa è che non è giusto, morire giovani non è giusto - aveva detto, ai propri concittadini - La notizia la voglio condividere con voi, come condividiamo tutto in questi mesi, per lanciare anche un messaggio: questo ragazzo, senza il Covid, non ci avrebbe lasciato”.

Pizzoli, con la sensibilità che gli è propria, non aveva fatto il nome di Jonatan, ma la notizia si era in breve diffusa. Poi, sull'onda del dolore, da parte del sindaco anche la rabbia per chi continua ancora a farsi beffe delle tragedie, ad agitare complotti.

“Sono stanco di leggere certi messaggi, come ‘è tutta una farsa’ - aveva detto Pizzoli, con la voce rotta da emozione e dolore, accalorandosi pensando a chi, ancora, nega e, a volte, ride dell’epidemia - sono stanco di leggere che sono tutte fantasie. Non c'è nulla di farsa, non c'è nulla di fantasia. Qui c'è da combattere una situazione che non guarda a nessuno per età, per posizione, per nulla”.

Il funerale avrebbe dovuto essere celebrato ieri. E’ arrivato, però, un improvviso contrordine. “E’ stata richiesta l’autopsia - spiega il fratello di Jonatan - per cui è stato rinviato a data da destinarsi”.

Non si tratta assolutamente, doveroso precisarlo, di una autopsia disposta dalla Procura della Repubblica perché, nella vicenda, siano ravvisati possibili reati o responsabilità. Assolutamente. E’ stata l’Ulss 5, ossia l’autorità sanitaria, a prendere questa decisione. Possibile che, trattandosi del più giovane deceduto col coronavirus in provincia, voglia verificare a cosa sia dovuta la morte, se vi possano essere state patologie pregresse o altri fattori che abbiano contributo a rendere letale l’azione del virus.

“Mio fratello era una persona tranquilla – racconta ancora Matteo - Stava in casa, abitava con nostra madre Lorella, nostro zio Silvano, e i nostri nonni Nanda e Angelo. Giocava con i nonni, spesso preparava qualcosa da mangiare. Rideva e scherzava, mi telefonava 100 volte al giorno e mi inviava innumerevoli messaggi via Whatsapp. Avevamo un legame unico, ero il suo punto di riferimento e lui lo era per me. Si accontentava delle piccole cose e con poco si sentiva considerato. L’ultimo messaggio l’ha inviato a me, sabato scorso, quando gli ho scritto che io e la mia compagna aspettiamo una bambina: era felicissimo. Poi si è sentito male e l’hanno accompagnato all’ospedale e da lì è finito tutto. Non meritava una fine così, era l’allegria della nostra casa”.

Matteo dice che Jonatan, come lui, tifava per la squadra di calcio dell’Inter.

“Da giovane aveva giocato a pallone e la passione per il calcio l’ha trasmessa lui a me – continua - Avevamo molte cose in comune. Era tutto per me e io ero tutto per lui, eravamo una cosa sola. Purtroppo se n’è andato in soli quattro giorni”. Ora la salma è a Trecenta e aspetta di essere trasferita per l’autopsia.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

GLI SPECIALI

speciali: I NOSTRI TESORI tra fiumi, mare e lagune
speciali: Teatro Sociale di Rovigo

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl