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CORONAVIRUS IN ITALIA

Dpcm Natale: no agli spostamenti tra regioni e ristoranti chiusi 25 e 26

Regole stringenti per evitare che durante le festività natalizie si ripeta quanto avvenuto in estate

CONTE

Il premier Giuseppe Conte (foto Ansa.it)

Il governo continua il confronto sul nuovo dpcm, che entrerà in vigore dal 4 dicembre e conterrà le regole per il Natale. La riunione di ieri tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e i capi-delegazione si è protratta per ore e sembra portare a regole stringenti per evitare che durante le festività natalizie si ripeta quanto avvenuto in estate. Non ci saranno deroghe al coprifuoco, che dovrebbe restare alle 22 anche per le giornate della vigilia, per il Natale e per il Capodanno. Potrebbe, tra l’altro, essere prolungato fino alle 6 (attualmente è alle 5).

No agli spostamenti tra Regioni, ma con (poche) eccezioni. Gli spostamenti tra Regioni saranno limitati, anche tra zone gialle. Nelle Regioni che sono in fascia arancione o rossa gli spostamenti non saranno consentiti al di fuori del proprio territorio, così come avviene anche oggi. Ma le restrizioni dovrebbero valere anche per le Regioni gialle. Si vuole evitare che milioni di italiani si mettano in viaggio come in estate, consentendo solamente il ritorno all’abitazione di residenza. Ci potrebbe essere qualche minima eccezione per far ricongiungere i parenti, forse permettendo agli studenti fuori sede di tornare a casa.

Ristoranti chiusi a Natale e Capodanno. I ristoranti resteranno chiusi il 25 e il 26 dicembre, ma anche a Capodanno. Il governo vuole evitare aperture a Natale e Santo Stefano. Gli altri giorni saranno aperti, così come i bar, solamente fino alle 18, esattamente come avviene ore. Restano sempre chiusi – fatta eccezione per asporto e consegna a domicilio – nelle zone arancioni e rosse.

Negozi aperti la sera e messe anticipate. I negozi resteranno aperti qualche ora in più, ma sempre tenendo conto del coprifuoco alle 22. Probabilmente gli esercizi commerciali saranno aperti fino alle 21 per evitare assembramenti e scaglionare maggiormente gli ingressi. Possibile anche la riapertura dei centri commerciali nei weekend e nei giorni festivi. Per il Natale le messe potrebbero essere anticipate: non a mezzanotte, ma prima del coprifuoco. Anche i vescovi sembrano d’accordo con questa ipotesi, tanto da sottolineare che in Italia molto spesso la messe di Natale si celebra già alle 22 e non a mezzanotte.

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