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PIANO FAUNISTICO VENATORIO

"I proprietari dei fondi non potranno vietare la caccia sui propri terreni. Assurdo"

Il Pd in Regione: "Folle, tutelati solo i diritti dei cacciatori. E tutti gli altri cittadini del veneto?"

La rabbia delle doppiette: "Basta attaccarci"

28/11/2020 - 11:57

"A danno si aggiunge danno: non solo l’ottava proroga di un Piano quinquennale scaduto nel 2012, ma i proprietari dei terreni non potranno chiedere il divieto di caccia all’interno dei loro fondi. La bocciatura del mio emendamento è una vergogna, uno schiaffo che non ha alcuna giustificazione. Se vengono garantiti solo i diritti di alcuni, non si chiamano diritti ma privilegi. E così avremo ancora cittadini di serie A e di serie B". È quanto afferma Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, commentando il no dell’assemblea di Palazzo Ferro Fini al suo emendamento (sottoscritto dall’intera coalizione di centrosinistra) all’interno del provvedimento che ha prorogato fino al 31 agosto 2021 l’attuale Piano faunistico venatorio. “Era una proposta di buon senso, dal 2007 chi ha un terreno non può esercitare il diritto che gli dà la legge nazionale e regionale, quello di chiedere lo stop della caccia in casa propria: ringrazino per questo il centrodestra del Veneto”. A favore hanno votato Partito Democratico, Europa Verde, Veneto che Vogliamo, Arturo Lorenzoni e M5S, contrari Lega, Lista Zaia, Autonomia Veneta, Fratelli d’Italia e Forza Italia: 10 contro 40. 

“Nel frattempo in Europa vengono vietati i pallini di caccia con piombo nelle zone umide con voto quasi plebiscitario; i nostri deputati a Bruxelles rappresentano i cittadini veneti molto meglio dei consiglieri regionali”, sottolinea Zanoni. “In Italia, unica a livello europeo, l’articolo 842 del Codice civile permette di cacciare in terreni privati anche senza l’autorizzazione dei proprietari. Tuttavia sia la legge nazionale 157/1992 che quella regionale, la 50/1993, permettono a questi di chiedere lo stop, facendo richiesta entro 30 giorni dall’approvazione del nuovo piano faunistico-venatorio. Se non c’è il Piano decade automaticamente il diritto. L’emendamento voleva riportare una situazione di normalità e aprire la finestra dei 30 giorni anche con la legge proroga”.

Il consigliere democratico in aula è andato all’attacco anche sulla proroga: “Non c’è alcuna motivazione valida, in Veneto la maggioranza è sempre la stessa e aveva tutto il tempo per approvare il nuovo Piano, invece ha dimostrato una totale incapacità di gestire una materia così importante. Questo provvedimento è nato grazie all’assemblaggio dei vecchi Piani provinciali che hanno fotografato una realtà del 2003-2004, approvato nel 2007, scaduto del 2012 dopo 5 anni di validità, poI riesumato per otto volte: praticamente uno zombie. Ma quanto territorio è stato consumato dalla cementificazione in quindici anni? Nel Piano vengono considerate ‘cacciabili’ tutta l’area portata via dalla Valdastico Sud, così come gli 850 ettari sottratti dalla Superstrada Pedemontana Veneta. Nel frattempo abbiamo dovuto fare i conti con i cambiamenti climatici che hanno avuto conseguenze pesanti sulla fauna selvatica. Ma per la maggioranza non è successo niente. Il Piano - prosegue Zanoni - non contempla specie ‘nuove’ come il lupo, l’orso o la lince, mentre sono presenti altre specie che nel frattempo hanno subito riduzioni importantissime, considerate cacciabili dalla Regione e da proteggere secondo la Commissione Europea, l’Ispra e dal ministero dell’Ambiente. Prorogare per l’ottava volta un documento del genere è semplicemente indecente”.

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