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CORONAVIRUS IN ITALIA

Vaccino gratis e per tutti, opzionate 202 milioni di dosi: "Nessuna disuguaglianza"

Il ministro della Salute ha illustrato il piano strategico

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Vaccini

Ancora nessun vaccino approvato, ma sperimentazioni in corso, con ottimi risultati e la fiducia di potere cominciare già a gennaio. Questa la situazione descritta nella seconda parte dell'intervento in Senato del ministro Speranza, il cui primo intervento aveva parlato dei contenuti del prossimo Dpcm (LEGGI ARTICOLO).

"Dobbiamo fare ogni sforzo per evitare di fare coincidere la campagna di vaccinazione con un momento di alta diffusione del contagio, perché sarà uno sforzo senza precedenti; inoltre, la piena riuscita della campagna di vaccinazione deve rappresentare un obiettivo di tutto il Paese, non possiamo permetterci divisioni tra noi, serve un grande Patto - Paese, che non distingua tra maggioranza e opposizione, perché questa è la condizione per una solida ripresa economica".

Il vaccino sarà gratis, per tutti gli Italiani, con gli acquisti gestiti a livello centrale. "Nessuna disuguaglianza sarà ammessa - ha detto Speranza - L'Italia ha opzionato 202.573.000 dosi di vaccino, sufficienti per potere potenzialmente vaccinare tutta la popolazione, mantenendo anche scorte di sicurezza. Dovrebbero essere necessarie due dosi, per una piena vaccinazione, a breve distanza temporale. Non vi è ancora evidenza scientifica per il periodo di immunità garantito dal vaccino".

Poi, un dato importante, sarà la Commissione Ue, appoggiata da sette negoziatori, uno dei quali rappresentante l'Italia, a gestire la fase degli acquisti, per fare in modo che non vi possano essere privilegi o corsi all'accaparramento. Un punto, questo, sul quale Speranza ha battuto molto.

Poi, prime indicazioni sugli acquisti per l'Italia: 40 milioni da Astrazeneca; 27 milioni da Jhonson e Jhonson; 40 milioni da Sanofi; 27 milioni da Pfizer; 30 milioni da Curevac; da Moderna 11 milioni di dosi.

Altro concetto fondamentale: l'emergenza non dovrà andare a scapito del rispetto delle varie fasi di sperimentazione, per non abbreviare le fasi di studio dei candidati vaccini, subordinando la messa in commercio al parere definitivo di Ema, per essere certi di avere un farmaco sicuro e garantito.

Le prime categorie a essere vaccinate saranno: 1) Operatori sanitari e sociosanitari; 2) Ospiti e personale delle Rsa, di case di riposo, Ipab e strutture similari; 3) Anziani.

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