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GUARDIA DI FINANZA

Ditte cinesi "apri e chiudi" per non pagare nulla al fisco

Maxi operazione della Guardia di finanza

Un sistema "apri e chiudi" per non pagare nulla fisco, semplice ma tremendamente efficace. In negativo, ovviamente. Questo il sistema scardinato dalla maxi inchiesta dalla Guardia di finanza di Adria, coordinata dal sostituto procuratore Andrea Bigiarini e dal collega Ermindo Mammucci, che ha smascherato un sistema illecito operante, secondo le ricostruzioni, tra Adria e Cavarzere. In tutto sono state sette le persone denunciate a piede libero, una è stata fatta oggetto di una misura cautelare interdittiva, per impedire che prosegua l'attività imprenditoriale, e una è stata messa ai domiciliari. Si tratta della presunta "regista" dell'operazione.

La vita delle ditte in questione, operanti nel settore tessile, a quanto emerso dall'indagine era programmata per non durare mai più di tre anni. In questo modo, pur presentando tutte le dichiarazioni fiscali del caso, nulla veniva mai pagato, lasciando insolute le cartelle esattoriali che arrivavano, ma che restavano lettera morta. I proventi, infatti, venivano celermente spostati. Un sistema che, ovviamente, provoca danni devastanti agli imprenditori onesti che, al contrario di quelli oggetto della indagine, nel gestire la propria attività devono tenere conto anche degli oneri fiscali. Una vera e propria concorrenza sleale, insomma.

A ristoro di quanto evaso, è scattato un sequestro per equivalente di beni intestati ai presunti responsabili, per una somma complessiva nell'ordine dei 750mila euro. Al momento, il personale della Guardia di finanza ha individuato immobili, autovetture e circa 45mila euro.

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