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CEREGNANO E VILLADOSE

Torna l'incubo della puzza, arriva l'ultimatum ai sindaci

Il Comitato: “Ora basta, c’è anche una nuova norma. Pronti ad avviare iniziative legali”

Torna l'incubo della puzza, arriva l'ultimatum ai sindaci

E’ stata una pausa. Magari lunga, ma semplicemente una pausa. Poi, l’incubo della puzza, che ormai da anni assedia i residenti in una zona piuttosto ampia, tra Pezzoli, Lama Polesine, Villadose e Gavello, è tornato. Lo ribadisce, dopo varie segnalazioni, Vanni Destro, residente in zona ed esponente del Comitato Articolo 32 per la sanità e il sociale. Uno sgraditissimo ritorno, prosegue, arrivato, guardacaso, non appena cessata la campagna di controllo della qualità dell’aria da parte di Arpav.

“Tra Pezzoli e Lama, in via Fratelli Bandiera - spiega la nota di Destro - dietro l'ufficio postale, nel cortile di casa di persone che conosco, l'Arpav aveva posizionato tra marzo e aprile una centralina e altri strumenti per la rilevazione di emissioni nocive di solito accompagnate da odori fastidiosi e irritanti”.

Si tratta di un fenomeno preoccupante che, appunto, viene segnalato ormai da anni. Un odore forte, acre, come di plastica bruciata, che prende le persone alla gola, le porta a chiudersi in casa, nutrendo serie preoccupazioni per la propria salute. Sono anche stati organizzati incontri e tavoli, ma una soluzione univoca non è mai arrivata. Nonostante si tratti chiaramente di un fenomeno impattante per le comunità di vari paesi e nonostante, collegato a questo, vi sia un problema di tutela della salute pubblica.

“Gli episodi si sono fantasticamente diradati lasciando in pace i cittadini della zona”, dice ancora Destro, spiegando cosa accaduto appena posizionata la centralina. Peccato che, dopo la rimozione - dal momento che questa tipologia di controlli non ha una durata temporale illimitata - i problemi siano immediatamente ricominciati, spiega.

“Da una settimana circa centralina e strumenti sono stati ritirati e, magicamente, sono ricomparsi odori fortemente molesti - denuncia infatti la comunicazione del comitato - Cos'è successo? Perché si torna sempre da capo? In ogni caso con il nuovo decreto legislativo 102/20 (in vigore a partire dal 28 agosto 2020) che va ad integrare l'articolo 268 del Testo Unico Ambientale, le emissioni odorigene sono inquinamento atmosferico e vanno sempre disciplinate in qualsiasi autorizzazione su emissioni aeriformi e non esistono più scuse come ‘la difficoltà di misurare gli odori o stabilire limiti odorigeni’ (Dlgs 152/06)”.

In altre parole: anche il legislatore sta prendendo sempre più contezza dell’importanza di tutelare le comunità contro emissioni di questo tipo e - questo l’auspicio del Comitato - sarebbe opportuno che anche le autorità locali si muovessero in questo senso, andando a fondo su una questione che è, chiaramente, impattante in maniera drammatica per chi la vive sulla propria pelle, per chi vede la propria quotidianità cambiare e si vede costretto ogni giorno a convivere con timori per la propria salute, con la paura che quanto sta respirando non sia salubre. Una situazione intollerabile.

“Invitiamo i sindaci di Villadose e Ceregnano - prosegue infatti la comunicazione del Comitato articolo 32 - ad attivarsi seriamente per risolvere la questione una volta per tutte e a fare in modo che chi non ha osservato la legge venga costretto a rispettarla. Ora che le norme antiodori sono finalmente chiare sarà nostra cura avvalerci di un supporto legale qualora le richieste bonarie non sortiscano alcun effetto”.

La misura, insomma, è colma: si deve capire da dove arrivi questo odore e farlo cessare. E’ impossibile che sia impossibile farlo.

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