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CORONAVIRUS IN POLESINE

Primi segnali di calo del contagio

La buona notizia: "Ma non è il momento di mollare", ribadisce l'Ulss5

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Antonio Compostella, direttore generale dell'Ulss 5 ,comunica la buona notizia

Timidi segnali di calo del contagio, che, comunque, non possono in alcun modo indurre ad abbassare la guardia. Questa la premessa con la quale il direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella ha esordito nel proprio aggiornamento ai Polesani sull'andamento del contagio. "Da due giorni - ha spiegato Compostella - abbiamo numeri di positivi inferiori alle giornate scorse, ma soprattutto la incidenza del contagio è tornata sotto il 7% in maniera stabile. La settimana scorsa eravamo arrivati oltre il 7,5%, oggi siamo a 6,4, ieri a 6,6. Quindi, questo dato, il più importante, ci fa pensare che non sia un fuoco di paglia".

Quindi, una spiegazione dei fattori che possono avere portato a questo risultato, importante. "In primo luogo l'attività di diagnosi, coi tamponi, circa 3500 o 4mila al giorno - ha detto Compostella - la individuazione dei positivi, il tracciamento dei contatti e il conseguente isolamento. Misure fondamentali per evitare che i nuovi positivi allarghino il contagio. Dall'altro lato è fondamentale quanto incidano il comportamento delle persone e della loro responsabilità. Oggi vediamo i risultati dei comportamenti tenuti nei primi giorni dell'anno e delle misure introdotte in quei giorni, rispetto al periodo prenatalizio. Un periodo, quest'ultimo, che non era riuscito a limitare i contatti tra le persone in maniera efficace". Ora, sarà determinante capire se questa tendenza verrà mantenuta nei prossimi giorni.

Ricoveri. "E' il possibile inizio del miglioramento - ha detto Compostella - ma intanto la curva continua a pesare, in termini di ricoveri, la pressione sugli ospedali rimane alta. A oggi abbiamo 131 ricoverati: 6 in Malattie Infettive a Rovigo, 1 in Rianimazione a Rovigo, 2 in Ostetricia e Ginecologia a Rovigo, 17 in Area medica ad Adria, 1 in Psichiatria, 87 persone in Area medica e semintensiva a Trecenta e 17 in Terapia Intensiva a Trecenta. Se resterà la tendenza alla riduzione del contagio, a breve dovremmo vedere anche una diminuzione dei ricoveri. Al momento la latenza tra l'uno e l'altro dei due sviluppi richiede una quindicina di giorni circa". La situazione in Polesine, comunque, rimane migliore rispetto alla media regionale, da questo punto di vista.

"Il tutto ricordando - prosegue la spiegazione - la 'pesantezza' di questi ricoveri e tenendo presente che 81 su 131 di queste persone hanno tra i 50 e gli 80 anni: non stiamo parlando unicamente di anziani e grandi anziani e quadri clinici importanti non riguardano solo i grandi anziani".

Case di riposo ed Rsa. I decessi purtroppo continuano, tra gli ospiti delle case di riposo, sia all'interno della struttura che negli ospedali dopo il ricovero. "Un triste tributo che prosegue - ha commentato Compostella - ma anche in questo settore si avverte una riduzione della pressione del virus". Al Csa di Adria il focolaio ancora non appare stabilizzato, ma, rispetto ai giorni precedenti, ci sono 2 ospiti nuovi positivi e un operatore, ma il ritmo del crescita appare, per fortuna, rallentato. Focolaio stabilizzato a Castelmassa, nella fase di negativizzazione, sia per gli ospiti che per gli operatori, così come a Corbola. Attivo il focolaio di Crespino, comunque con numeri contenuti, con 2 nuovi ospiti positivi. Stabilizzato anche il focolaio di Lendinara, mentre il focolaio di Papozze è ancora attivo, con 9 nuove ospiti positivi e tre tra gli operatori. 12 nuovi positivi, quindi, che si innestano su un precedente dato di 56 positivi, 38 ospiti e 18 operatori. Si arriva quindi a 68 positivi complessivi, 47 ospiti e 21 operatori.  Si tratta del focolaio maggiormente attivo e preoccupante, in questo momento, a livello provinciale. All'Iras di Rovigo si è in fase di stabilizzazione e negativizzazione, così come a Villadose.

Vaccini. 6109 vaccinati in Polesine, il 55% delle quali operatori della sanità, il restante 45% rappresentato da personale e ospiti di case di riposo ed Rsa. "Siamo più avanti rispetto alle altre provincie del Veneto - ha proseguito Compostella - entro due giorni avremo concluso il primo giro di vaccinazioni in tutte le strutture per anziani". A oggi nessun problema di adesioni tra gli operatori sanitari. 1332 gli ospiti delle Rsa vaccinati, con una percentuale di dissenso pari al 2% complessivo. 1314 gli operatori che sono stati vaccinati nelle medesime strutture, con una percentuale di astensione scesa al 10%.

Polesine leader per vaccinazioni. Si conferma il dato che vede il Polesine leader non solo a livello veneto, ma anche a livello nazionale, per vaccinazioni. Se, infatti, al momento la media nazionale di vaccinati sulla popolazione è del 9 per mille, e in Veneto del 13 per mille, in Polesine si arriva praticamente al 24 per mille. In questo momento, quindi, l'unico limite al ritmo di vaccinazioni viene rappresentato dalla frequenza dell'arrivo delle dosi di vaccino. Importante ricordare come sia necessario anche tenere da parte alcune dosi, dal momento che domenica 17 gennaio si parte con i richiami. Domenica 17 toccherà alle prime 40 persone che, domenica 27 gennaio, sono partite con le vaccinazioni.

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