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CORONAVIRUS IN POLESINE

Vaccini, siamo provincia leader a livello veneto e nazionale

I dati non lasciamo dubbi. E arriva anche la prima fornitura del vaccino Moderna. E da fine mese l'Astrazeneca

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Nel consueto appuntamento con la stampa, per aggiornare il Polesine sull'andamento del contagio da coronavirus in provincia, il direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella ha parlato dell'andamento della campagna vaccinale.

Vaccini. 6109 vaccinati in Polesine, il 55% delle quali operatori della sanità, il restante 45% rappresentato da personale e ospiti di case di riposo ed Rsa. "Siamo più avanti rispetto alle altre provincie del Veneto - ha proseguito Compostella - entro due giorni avremo concluso il primo giro di vaccinazioni in tutte le strutture per anziani". A oggi nessun problema di adesioni tra gli operatori sanitari. 1332 gli ospiti delle Rsa vaccinati, con una percentuale di dissenso pari al 2% complessivo. 1314 gli operatori che sono stati vaccinati nelle medesime strutture, con una percentuale di adesione scesa al 10%.

Polesine leader per vaccinazioni. Si conferma il dato che vede il Polesine leader non solo a livello veneto, ma anche a livello nazionale, per vaccinazioni. Se, infatti, al momento la media nazionale di vaccinati sulla popolazione è del 9 per mille, e in Veneto del 13 per mille, in Polesine si arriva praticamente al 24 per mille. In questo momento, quindi, l'unico limite al ritmo di vaccinazioni viene rappresentato dalla frequenza dell'arrivo delle dosi di vaccino. Importante ricordare come sia necessario anche tenere da parte alcune dosi, dal momento che domenica 17 gennaio si parte con i richiami. Domenica 17 toccherà alle prime 40 persone che, domenica 27 gennaio, sono partite con le vaccinazioni per prime.

Non si sbilancia, al momento, il direttore generale sul dibattito, esteso, a livello nazionale, sulla possibilità di sanzionare il personale delle Rsa che non aderisca al vaccino. "Esiste - spiega - senza dubbio un dibattito nel nostro Paese, in questo momento. Personalmente, credo che, per farlo, sarebbe necessario modificare il quadro di riferimento che, al momento, prevede la volontarietà e la non obbligatorietà del vaccino. Personalmente, credo sia meglio augurarsi che la percentuale di adesione cresca ancora, come, in Polesine, ha fatto in maniera importante negli ultimi giorni".

Nessuna reazione al vaccino. Altro elemento molto importante da citare, soprattutto per sfatare complottismi e allarmi vari, spesso senza alcun fondamento, il fatto che a oggi non ci siano state reazioni problematiche, a fronte, appunto, di oltre 6mila dosi somministrate. Un campione senza dubbi significativo a livello statistico. Alcune persone hanno lamentato, come può accadere per ogni vaccino, per uno o due giorni dolore attorno al punto di inoculazione.

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