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CORONAVIRUS IN POLESINE

"Vaccino: la strada giusta non è l'obbligatorietà, ma l’invito informato"

I sindacati uniti chiedono, invece di minacciare di licenziamento chi non si vaccina, di coinvolgere tutti i lavoratori dando loro tutte le informazioni sulla vaccinazione

"Vaccino: la strada giusta non è l'obbligatorietà, ma l’invito informato"

"A distanza di quasi un anno da quando siamo entrati nel tunnel della pandemia, continuiamo a vedere gli effetti drammatici dei contagi nel mondo del lavoro, sia dal un punto di vista sanitario che delle gravi ricadute economiche e sociali della lotta al virus. Le conseguenze di tutto questo hanno investito in modo particolarmente grave chi lavora nell’ambito socio-sanitario e ha pagato con la propria vita, ma hanno comunque toccato da vicino tutti i lavoratori, a partire da quelli che hanno contribuito a mantenere in vita attività essenziali, pur con le difficoltà per la tutela della propria salute. Proprio per questo crediamo che il vaccino sia la soluzione che ci può finalmente portare fuori da questa grave crisi, prima di tutto tutelando la nostra salute e quindi permettendoci di programmare concretamente una vera ripresa economica e sociale. Convinti che la campagna vaccinale si fondi sulle necessarie evidenze scientifiche e normative, invitiamo pertanto tutti i lavoratori a fidarsi della scienza e a vaccinarsi e chiediamo che il vaccino sia accessibile a tutti, in tutto il mondo, e gratuito, per poter uscire prima possibile dalla spirale dei contagi e quindi dalla crisi economica", così il comunicato unitario a firma di Pieralberto Colombo (Cgil Rovigo), Samuel Scavazzin (Cisl Padova Rovigo) e Fabio Osti (Uil Rovigo).

"Per superare alcune resistenze e pregiudizi crediamo che la strada giusta sia quella dell’invito, ma di un invito informato, e come organizzazioni sindacali siamo disponibili a coinvolgere su questo tema le nostre abituali sedi di incontro con i lavoratori o dedicare, se sarà necessario, degli spazi nelle assemblee stesse sindacali, per poter essere di stimolo alla diffusione di un’informazione corretta e trasparente sull’importanza del vaccino per garantire la salute a tutti. Perché il vaccino, ed è questo per noi il punto fondamentale, è un atto di responsabilità civile a tutela non solo della salute personale, ma collettiva, valore ancora maggiore garantito dalla Costituzione. A tutela della salute degli altri a cominciare dalle persone che avviciniamo nei luoghi di lavoro e da quelle più fragili che incontriamo a casa e in famiglia. Persone che hanno pagato un tributo altissimo alla pandemia, se pensiamo che in Italia abbiamo già superato la soglia degli 80mila morti".

"Anche a proposito del dibattito aperto sull’obbligatorietà del vaccino e soprattutto sulla possibilità di licenziare i lavoratori che rifiutano di vaccinarsi, riteniamo che la via principale sia quella del convincimento, attraverso un’informazione corretta e capillare di tutti i lavoratori sul valore scientifico e sociale della vaccinazione. Crediamo che al contrario la via della minaccia creerebbe solo tensioni e ulteriori contenziosi, anche a prescindere dall’applicabilità del licenziamento come strumento di persuasione, sulla quale si sono esercitati noti giuristi. Nel caso in cui si dovesse scegliere la strada dell’obbligatorietà, che ovviamente dovrebbe essere prima di tutto una scelta sanitaria e poi politica, basata su una legge dello Stato ai sensi dell’articolo 32 della Costituzione, il principio dovrebbe riguardare tutto il mondo del lavoro, quindi non solo i lavoratori dipendenti, ma anche autonomi".

"Per contribuire a far prevalere il senso di responsabilità, informare correttamente i lavoratori e promuovere la campagna vaccinale in tutti i luoghi di lavoro, privati e pubblici, riteniamo infine indispensabile che le Organizzazioni sindacali siano coinvolte, insieme alle istituzioni locali e alle rappresentanze economiche, in una campagna di sensibilizzazione che prenda le mosse e implementi i Protocolli per il contenimento ed il contrasto della pandemia da Covid-19 sottoscritti la primavera scorsa".  

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