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L'ESPERTO

Galli: "La zona gialla, un rischio"

Per Massimo Galli l’aver riportato il Veneto, e gran parte dell’Italia, in fascia gialla potrebbe avere conseguenze non positive sul contrasto al coronavirus

Galli:  "La zona gialla, un rischio"

03/02/2021 - 17:53

Forse un errore, sicuramente un azzardo. Per Massimo Galli l’aver riportato il Veneto, e gran parte dell’Italia, in fascia gialla potrebbe avere conseguenze non positive sul contrasto al coronavirus. In una lunga intervista rilasciata al Mattino di Padova il direttore del dipartimento di Malattie infettive dell’ospedale Sacco e ordinario all’Università Statale di Milano, spiega i motivi di questa sua considerazione. E assai di rado il tentativo di salvare capra e cavoli ha un esito positivo.

Galli spiega che “il problema non è alle nostre spalle e i dati che hanno consentito di rendere ‘giallo’ quasi tutto il Paese, dal punto di vista epidemiologico, a mio avviso meritavano un consolidamento maggiore di quello che abbiamo ora per poter dire che il problema è alle spalle. Quello che sta accadendo in Paesi vicino al nostro e il numero di decessi e contagi che continuiamo a registrare ci spingono a dire che la seconda ondata non è un fenomeno che sta andando in quiescenza. A questo quadro, poi, vanno aggiunti altri due elementi”.

L’esperto sottolinea che “la campagna vaccinale che non sta avanzando secondo le aspettative e il florilegio di varianti più pericolose del Covid che stanno emergendo con continuità devono spingerci alla cautela e renderci consapevoli che il virus non è alle spalle”.

Parlando di fasi, e varianti del virus dice che “sarebbero da considerare ancora come seconda fase. Puntualizzato questo, però, se una variante si affermasse in modo preponderante non è oggettivamente impossibile che determini una nuova fase pandemica. E’ abbastanza certo ormai che il cambio di marcia in Gran Bretagna nella diffusione dell’infezione sia dovuto alla cosiddetta variante inglese e che la stessa variante non è impossibile, anche se non è ancora accertato, che abbia delle responsabilità su quello che è stato visto recentemente nell’area di Parigi. E quindi c’è differenza tra quello che si può fare per Dpcm e quello che sarebbe opportuno fare. Se quello che è consentito da Dpcm lo fanno contemporaneamente in molti e senza avere le necessarie precauzioni torniamo al punto di partenza”.

Galli spiega che “la fascia gialla, nei mesi scorsi, non ha fatto molto bene al Veneto”. e sulle scuole superiori: “L’importanza dell’educazione in presenza è fuori discussione e la necessità di tornare sui banchi è oggettiva. Vale la pena sottolineare, però, che purtroppo l’apertura della scuola non è qualcosa che può passare senza rischiare di lasciare segni. I ragazzi si ammalano fortunatamente molto meno rispetto agli adulti ma si infettano e trasmettono il virus, sono una camera di amplificazione dell’infezione tutt’altro che trascurabile”.

Sulla somministrazione del vaccino Astrazeneca agli under 55: “La sperimentazione di questo vaccino è stata pasticciata. Potremmo arrivare ad affermare, pur in assenza di dati, che lo somministriamo lo stesso a tutti ma di solito non è così che funziona. Anche perché ampliare lo studio a una platea di donne gravide può essere complicato, ma farlo sugli over 55 no”. Mentre per il vaccino italiano Reithera: “I tempi non sono ancora maturi. Sarebbe bello poter dire che non è più necessario, ma visti i ritardi e i problemi che stanno emergendo sulle altre forniture non è detto che alla fine si riveli utile”.

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