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CORONAVIRUS IN POLESINE

Il virus arretra. Semplice tregua o durerà? "Lo vedremo intorno al 20"

L'analisi del direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella

Compostella: “Indispensabili dove c’è gente”

Antonio Compostella, direttore generale dell'Ulss 5

05/02/2021 - 11:48

Un lieve rialzo della incidenza del contagio, negli ultimi giorni, con la incidenza, ossia la percentuale di positivi sul totale delle persone sottoposte al tampone, che passa dall'1,9% al 2,24%, complice anche un focolaio nel reparto di Geriatria dell'ospedale di Rovigo. Nel complesso, comunque, l'andamento appare buono, come ha spiegato, nel consueto appuntamento di aggiornamento con la stampa, il direttore  generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella.

"Io però la considero una tregua - ha messo in guardia Compostella - Non possiamo pensare di avere messo all'angolo il virus, che è ancora presente e circola. Visto che da lunedì1° febbraio il Veneto è tornato zona gialla, è ripartita la scuola e hanno riaperto bar e ristoranti, ossia elementi che agevolano il contatto tra le persone, vedremo la situazione da qui al 20 febbraio e capiremo se si tratti di una tregua fugace o se in effetti la situazione stia volgendo al meglio e si vada verso una migliore convivenza con il coronavirus".

"In ogni caso - dice il direttore - non dimentichiamo che il perdurare della tregua dipende anche dai nostri comportamenti responsabili e dal fatto di tenere alta l'attenzione, come abbiamo dimostrato di essere in grado di fare. Continuiamo così".

Che sia una tregua o una situazione duratura, comunque, la ricaduta positiva si vede anche sull'affollamento degli ospedali, in caso, con 65 ricoverati positivi e appena 11 persone in Terapia intensiva Covid a Trecenta, dove si trovano le persone in condizioni maggiormente gravi. Questo ha consentito di riprendere a erogare i livelli abituali di diagnostica e specialistica ambulatoriale, così come si sta incrementando l'attività operatoria, che presuppone il "recupero" di anestesisti dalla Terapia Intensiva.

Non si deve comunque dimenticare come il virus sia ancora in grado di fare male: i casi che arrivano in Terapia intensiva, infatti, rimangono gravi e, per così dire, "pesanti" dal punto di vista clinico. Anche il dato dei decessi ancora non si ferma, pur avendo rallentato la propria triste marcia.

Sul fronte delle case di riposo, la tregua appare ormai consolidata, con miglioramento netto e costante, nessun focolaio più attivo, sono tutti risolti o in via di rapidissima risoluzione. Una situazione, insomma, ormai assolutamente non comparabile con quella emergenziale di circa un mese fa, quando si era davvero in emergenza. Complessivamente, a livello provinciale, 47 ospiti positivi su 2300 e 11 operatori su 2400.

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