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CORONAVIRUS IN POLESINE

"Il personale non si vaccina? Non escludiamo sanzioni e sospensioni"

L'Ulss 5 si appella al senso di responsabilità, ma di fronte a rifiuti ostinati reagirà: la priorità è la sicurezza di ospedali e reparti

Meningite, “2 anni per un vaccino”

09/02/2021 - 12:27

"Ci chiedono cosa vogliamo fare per gli operatori che hanno scelto di non vaccinarsi - ha allargato quindi il discorso il direttore generale dell'Ulss 5 - Di fronte alla scelta dell'operatore sanitario di non vaccinarsi, appare chiaro che la vaccinazione è su base volontaria, dal punto di vista normativo. Allo stesso modo, la Costituzione prevede la libertà di scelta. Pienamente d'accordo. Ritengo però vada affrontato il tema della responsabilità che ha l'operatore sanitario. Opera infatti in un contesto, che sia un ospedale o una casa di riposo, nel quale è a contatto, anche fisico, con le persone, anche pazienti fragili".

"Io credo che, ancora prima dei doveri contrattuali o normativi - ripete Compostella - l'operatore sanitario debba avere il dovere morale di garantire la massima sicurezza delle persone alle quali rivolge la propria opera di assistenza. Il tema di fondo è il senso di responsabili dell'operatore sanitario. Il mio è un appello agli operatori sanitari della nostra azienda, ancora dubbiosi, a cambiare idea e vaccinarsi. Abbiamo evidenza scientifica che la vaccinazione è protettiva nei confronti del contagio, per chi si vaccina, ma ancora di più è una garanzia di sicurezza per gli altri".

"Ma attenzione - prosegue Compostella - abbiamo anche questioni normative e giuridiche. Se ne dibatte da tempo e certo non sarò io a porre la parola 'fine' alla discussione. Sicuramente esiste la libertà personale, ma ci sono anche norme secondo le quali il lavoratore ha diritto di vedere eliminati i rischi nel luogo nel quale opera e deve prendersi cura della sicurezza sua e delle persone interessate dal suo lavoro, adeguandosi alle indicazioni del datore di lavoro sulle protezioni da mettere in atto".

"Noi dalla fine di dicembre abbiamo la disponibilità del vaccino, che può eliminare rischi - dice Compostella - Se il lavoratore rifiuta una misura di prevenzione, come la vaccinazione, non è escluso che si possa pensare a sanzioni. E' una materia complessa e spinosa. Stiamo ragionando su quelli che potrebbero essere questi eventuali percorsi sanzionatori. Il tema di fondo non è arrivare a una sanzione, ma quello di appellarsi al senso di responsabilità, ma di fronte a un rifiuto pervicace, valuteremo".

"Allo stesso modo, si valuterà la possibilità di dichiarare la temporanea inidoneità al servizio del personale non vaccinato - dice ancora il direttore generale - ma non sempre questo è possibile: un infermiere non può essere messo in amministrazione. Se non avremo altra soluzione, valuteremo anche la sospensione".

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commenti 1
  • Angelo neroblu

    10 Febbraio 2021 - 08:08

    Il personale della USL è bravo ad andare nei cantieri a sanzionare muratori e operai. Che vadano nei reparti e si controllino tra dì loro. E poi questo personale sanitario per cosa è stato assunto? Se non possono fare gli infermieri che vadano a curare l'orto e lascino posto a qualcun altro. A casa!

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