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CORONAVIRUS IN POLESINE

Si svuota la Terapia intensiva: solo sei pazienti. "E' solo una tregua"

E' il dato minimo da lungo tempo, si recuperano anestesisti per potenziare l'attività ordinaria di Chirurgia

COMPOSTELLA

Il direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella

09/02/2021 - 11:57

Incidenza stabile al 2,6%, circa la metà della media nazionale. Il dato, relativo alla percentuale di positivi sul totale delle persone che risultano positive al tampone, fotografa una situazione globalmente buona per il Polesine, sul fronte dell'andamento del contagio da coronavirus. Un andamento che trova riscontro anche nel tasso di occupazione delle Terapie intensive, che in Polesine fa segnare il numero più basso da tempo: solo sei posti letto occupati.

Una notizia doppiamente buona: sia perché fotografa un calo sostante dei pazienti gravi, a rischio della vita; sia perché il calo dei ricoveri nel reparto maggiormente critico fa sì che si possano occupare in altre attività gli anestesisti, che altrimenti sono riservati al monitoraggio di questa tipologia di pazienti. Verrà quindi potenziata l'attività chirurgica, già ripresa.

Ricoveri. Complessivamente 74 ricoverati in Polesine, dei quali 8 a Malattie infettive a Rovigo e 66 a Trecenta, 60 in area medica e semi intensiva e 6 in Terapia intensiva. "74 ricoverati sono comunque molti - ha detto Compostella - quindi ricordiamo che, ancora per un certo periodo, non si potrà fare tornare l'ospedale di Trecenta alla sua vocazione naturale di ospedale del territorio, ma resterà Covid hospital".

I nuovi positivi nelle ultime 24 ore sono 21. Un dato importante, ma comunque secondario rispetto a quello dell'incidenza, che, appunto, parametra i nuovi positivi al numero totale dei tamponi. Incidenza che si mantiene bassa, anche se da qualche giorno appare in lieve aumento, avendo toccato anche quota 1,8%.

"Questa è una tregua - spiega il direttore generale dell'Ulss 5 - non il punto di arrivo. Dobbiamo mantenerla il più a lungo possibile. Avremo un riscontro importante verso il 20 del mese, quando potremo valutare appunto, l'impatto della zona gialla e della ripresa della didattica in presenza". Si dovrà quindi vedere se e quanto la curva del contagio risponderà a questo allentamento della restrizioni.

"In ogni caso - prosegue Compostella - è indubbio che tutti noi possiamo fare la propria parte, in attesa che anche la vaccinazione possa avere il proprio impatto sulla epidemia, cosa che avverrà più avanti. Potremo mantenere questa tregua se diamo un contributo individuale con i nostri comportamenti. Determinate scene nelle piazze e nelle vie sono comprensibili, ma sino a un certo punto: dovrebbe essere chiaro a tutti che siamo ancora pienamente in fase di pandemia. Il comportamento corretto è una obbligata conseguenza di questo".

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