you reporter

PESCA

"Giorni di fermo raddoppiati": divampa la protesta

Tutti unanimi nel condannare la decisione del Governo

Si parte con gli scavi per mettere al sicuro i pescatori a Pila

Il porto peschereccio di Pila

12/02/2021 - 20:16

"Il raddoppio delle giornate di fermo tecnico è una misura inaccettabile che va a colpire ulteriormente un settore in forte difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria. Non c’è stato alcun confronto né con le Regioni né con le associazioni di categoria e professionali. Si tratta di una nuova forte penalizzazione che le nostre imprese non sono in grado di sostenere, il rischio è che tagliando in questo modo le giornate lavorative la produttività scenda sotto la soglia di sopravvivenza con la conseguenza disastrosa di veder chiudere molte attività provocando in più pesanti ricadute occupazionali".

Così l’assessore regionale alla Pesca Cristiano Corazzari commenta la notizia della pubblicazione di un nuovo decreto della Direzione Generale Pesca del ministero delle Politiche agricole con la quale si prevede, dopo i 40 giorni di fermo pesca biologico il raddoppio delle giornate di fermo pesca tecnico passando dagli attuali 15 a 30 giorni per barche inferiori ai 24 metri, e dagli attuali 20 a 40 giorni di stop per imbarcazioni di lunghezza superiore.

"La pesca è un comparto di primaria importanza per il Veneto e non possiamo che condividere le forti preoccupazioni espresse dalle associazioni di categoria e professionali per il nuovo decreto – conclude Corazzari – Il settore deve fare i conti con il drastico calo dei consumi di pescato dovuto all’emergenza sanitaria e alla chiusura del canale Horeca, un’ulteriore penalizzazione soprattutto in un momento come questo non è sostenibile".

Sulla stessa linea, anche il sindacato Cgil. "La Flai Cgil Pesca di Rovigo esprime forte preoccupazione per il decreto pubblicato dal Mipaaf che aumenta le giornate di fermo per la pesca a strascico nel 2021 - spiega infatti la nota del sindacato - Un decreto che mette a rischio la sopravvivenza stessa delle imprese e che avrà pesanti ripercussioni occupazionali a causa della forte riduzione di giornate lavorative a disposizione delle unità da pesca. La Flai Cgil Pesca raccoglie il grido di allarme dei lavoratori per una decisione sbagliata, frutto di un accanimento normativo senza eguali, che non trova giustificazioni e che nulla ha a che fare con il mantenimento degli stock ittici".

"La Flai Cgil Pesca attende con ansia che sia nominato il competente Ministro, per poter rappresentare tutto il nostro dissenso verso una misura che non è stata condivisa, né tanto meno discussa, con le parti sociali in occasione del tavolo di consultazione permanente per la pesca e l'acquacoltura che, fra dicembre e gennaio, ha avuto occasione di riunirsi in numerose occasioni".

In questo senso anche la presa di posizione del Pd regionale. "Raddoppiare le giornate di fermo tecnico per la pesca a strascico è un errore che rischia di compromettere il futuro di tante imprese ittiche. Ci faremo carico, anche tramite i nostri parlamentari, non appena si insedierà il nuovo Governo, di rinnovare le istanze di un settore fondamentale per l’economia veneta, che non può essere affossato". A dichiararlo sono i consiglieri del Partito Democratico, entrambi rappresentanti della commissione Caccia e Pesca, Jonatan Montanariello e Francesca Zottis, commentando il decreto del ministero delle Politiche agricole che prevede uno stop di 30 giorni per le barche inferiori ai 24 metri e di 40 per quelle di lunghezza superiore, raddoppiando i periodi di fermo attuali.

"L’ulteriore riduzione delle giornate operative, dopo i colpi assestati dalla pandemia, rischia di essere quello letale, con conseguenze pesanti sul fronte occupazionale, indotto compreso. È una scelta sbagliata, presa oltretutto senza condividerla con il Tavolo di consultazione permanente per la pesca e l’acquacoltura. È doveroso tener conto della salvaguardia ambientale, ma non si può prescindere dalla difesa del lavoro; per questo invitiamo fin da adesso il futuro ministro a un rapido ripensamento".

"È giusto e doveroso ricordare per l’ennesima volta l’importanza strategica che il settore della pesca riveste sul nostro tessuto economico e sociale del Delta e di tutto il Polesine, pertanto diventa importante in questo momento, far sentire il dissenso di armatori e dipendenti verso questo Decreto che li danneggia. Diminuire le giornate di pesca vuol dire, minor reddito per l’impresa e minor salario per i pescatori, perché è doveroso ricordare che con ulteriori giornate lavorative in meno, che si sommeranno alle altre già programmate nel 2021, ad oggi non ci sono ammortizzatori sociali che le possa coprire le giornate di fermo"

"Ed è altrettanto doveroso ricordare che i pescatori dipendenti in busta paga trovano ad integrazione della retribuzione ordinaria la voce 'pescato alla parte' pertanto senza uscite in mare questa voce o si ridimensiona oppure sparisce comportando inevitabilmente una forte diminuzione di salario. Un ulteriore danno alle famiglie dei pescatori e nel complesso all’economia del territorio che già risente del gap che i salari polesani hanno nei confronti di province limitrofe e nei confronti di altri contratti di lavoro".    

"La Flai Cgil Pesca garantisce a tutti i lavoratori il massimo impegno ad assumere tutte le iniziative necessarie per scongiurare questa ulteriore minaccia alla loro continuità lavorativa e alla sopravvivenza del settore".

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0


GLI SPECIALI

Tesori. Alla scoperta del territorio tra mare e lagune
speciali: TESORI tra fiumi terra e lagune

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl