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CORONAVIRUS IN ITALIA

Pasqua e i weekend "rossi", coprifuoco alle 20: l'ipotesi contro il boom del contagio

Dati in crescita a livello nazionale, c'è preoccupazione nel Governo

La prima, grande, buona notizia: a Vo' zero nuovi contagi

L'andamento del contagio da coronavirus a livello nazionale sta preoccupando fortemente il Governo. Tanto che, in caso di prosieguo e aggravamento della crescita della curva, sono in cantiere misure drastiche. L'esecutivo, infatti, starebbe valutando una Pasqua in zona rossa a livello nazionale, come avvenuto durante le Feste; la stessa zona rossa scatterebbe in automatico per ogni weekend. A questo si aggiungerebbe un coprifuoco anticipato, sempre a livello nazionale, alle 20. Misure dettate dall'allarme per la rapida diffusione delle varianti.

La settimana che sta per concludersi ha visto numeri impressionanti: l'Rt, ossia l'indice che misura la diffusione del contagio, è passato dallo 0,99 della settimana precedente all'attuale 1,06: erano sette settimane che non veniva superata la soglia dell', ritenuta critica dagli esperti.

Anche negli ospedali si registra una situazione in progressivo peggioramento: i ricoveri in terapia intensiva sono cresciuti, in sette giorni, da 2.146 a 2.327, i ricoveri in reparti non critici, ma sempre di pazienti positivi al Covid, da 18.295 a 19.570, secondo l'ultimo aggiornamento disponibile.

Le nuove fasce: tanto rosso. A questa situazione corrisponde un graduale aumento di restrizioni per varie Regioni, che cambiano di fascia. Veneto e Friuli Venezia Giulia diventano arancioni. La Campania entra in fascia rossa, come del resto aveva domandato la Regione, divengono rosse anche Lombardia, Emilia Romagna, Marche e le provincie autonome di Trento e Bolzano. Rosse anche Basilicata e Molise, che però già si trovavano in questa fascia. I cambiamenti di fascia scatteranno da lunedì.

I dati Istat sulla mortalità. Al di là di varie statistiche "fake" che circolano sui social, Istat, ossia l'istituto statistico dello Stato, ha reso noti dati che confermano, purtroppo, il pesantissimo impatto della epidemia sulla mortalità. Nel 2020, tra marzo e dicembre, ossia in un lasso di tempo di 10 mesi, si sono registrati 108mila decessi in più rispetto alla media dei cinque anni precedenti.

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