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PORTO TOLLE

Scovate e rimosse le trappole dei bracconieri: facevano strage

Importante operazione dei carabinieri forestali e della polizia provinciale

"Insieme per un regolamento unico contro il bracconaggio sul Po"

foto d'archivio

30/04/2021 - 10:47

Nella giornata di mercoledì 28 aprile, già alle prime luci dell’alba, è iniziata un’attività di controllo all’antibracconaggio ittico, in zona Delta del Po, da parte dei Militari dell’Arma dei Carabinieri Forestali, assieme alla polizia provinciale e altri enti ed associazioni. Lo spiega la nota stampa dei carabinieri.

"Personale dipendente dal Gruppo Carabinieri Forestale di Rovigo - prosegue la comunicazione - diretti e coordinati dal Tenente Colonnello De Vido, con l’utilizzo di imbarcazioni idonee, ha perlustrato diversi canali e zone lacustri nei quali la pesca risulta vietata. Sono stati sequestrati diversi attrezzi illegali  a elevata capacità di cattura o particolarmente distruttivi per la fauna ittica, intrappolati all’interno dei quali a volte si sono rinvenuti esemplari di fauna migratoria, vivi o morti, alcuni dei quali anche particolarmente protetti, come ad esempio una volpoca".

"In particolare, in  comune di Porto Tolle, lungo l’asta del fiume Po di Venezia e nei rami del Po di Maistra e Po di Tolle all’interno delle aree golenali, si accertava la presenza di attrezzi da pesca, nello specifico trattasi di attrezzi, privi del contrassegno di riconoscimento, composti da un insieme di n. 3 bertovelli (cogolli) disposti ad 'y', le cui bocche, aventi un diametro di m. 1.10 circa apparivano distribuite attorno all’asse centrale della 'y', fulcro dell’attrezzo dal quale si dispiegava una rete da pesca della lunghezza di m. 15 circa agganciata alla riva e dotata di galleggianti che la tenevano a filo d’acqua, attrezzatura questa  di cui e’ vietato l’uso (art. 12 comma 4 e 10, art. 17 comma 2 del Regolamento Regionale per la pesca n. 6/2018 della Regione Veneto, sanzionato dall’ art. 40 comma 2 lett e) ed f) della Legge 154/2016)".

"L’operazione si è svolta in piena sinergia e collaborazione con la Regione Veneto, presente il  Dr. Fregolent della Direzione Agroambiente, programmazione e gestione ittica e faunistico venatoria, con la quale tra l’altro sta per essere prorogata la Convenzione di collaborazione in materia di tutela dell’ambiente, la Polizia Provinciale di Rovigo, la Federazione Italiana Pesca Sportiva. Fondamentale l’apporto tecnico da parte del Parco Regionale Delta del Po, presente il Funzionario Marco Gottardi, e del Consorzio di Bonifica Delta del Po. Le Amministrazioni intervenute hanno messo a disposizione materiale tecnico, quali droni con termocamera, gps di ultima generazione, e natanti all’uopo predisposti. L’operazione si è conclusa nel tardo pomeriggio con il recupero di tutto il  materiale posto sotto sequestro, per un totale di  29 attrezzi da pesca non consentiti. Le attività continueranno anche nei prossimi giorni su tutta l’area deltizia".

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commenti 2
  • raffaello13

    30 Aprile 2021 - 18:06

    Per anni si era lasciato fare quello che volevano una organizzazione che pescava di frodo nel Po ed esportava il pescato fuori confini italiani. Quando si fa rispettare ala legge i risultati ci sono.

    Rispondi

  • vicpaolo

    01 Maggio 2021 - 10:10

    Galera dura a chi si macchia di reati ambientali e caccia con richiami vivi e trappole.

    Rispondi



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