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Nisida cucina napoletana <br/> con un tocco di Veneto

Il ristorante

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Antonio, chef del Nisida

Un giusto mix tra la cucina napoletana ed i piatti della tradizione polesana. Al ristorante Nisida di San Martino di Venezze, alla base di tutto c’è il concetto di dieta mediterranea. “La mia cucina – dice lo chef Antonio – è semplice in quanto privilegia tre ingredienti di base: basilico, aglio e pomodorini. Inoltre, utilizza solo due tipi di olio: l’extravergine della Masseria dell’Agro di Pezze del Greco e quello di arachidi Goccia d’Oro”.

Condimenti semplici, naturali che consentono di esaltare il gusto del pesce fresco delle valli del Delta del Po e dell’Adriatico. Il ristorante Nisida non è una novità per gli amanti della buona tavola che, in passato, ne hanno gustato la cucina quando il locale si trovava proprio di fronte all’ospedale civile di Rovigo. Nell’ottobre del 2013, Antonio con la moglie Margherita hanno deciso di continuare l’esperienza maturata nella nuova location di San Martino di Venezze.
Elegante, arredato in stile moderno con due ampie sale capaci di quasi 120 coperti, appena entrati il ristorante invita a sedersi a tavola ed ad accogliere con interesse le proposte del giorno, che variano a seconda del pescato fornito dal mercato.

Da buon napoletano “verace” Antonio non fai mai mancare le specialità di casa come il polipo cotto con la sua acqua, gli spaghetti o i paccheri con il pomodorino “o’ piennolo”, o lo speciale baccalà “arrechenato” ammollato con la calce e cotto con olio, cipolla, capperi, pomodorini e con l’aggiunta finale di origano. “La particolarità – spiega Antonio – è che in bocca lo stoccafisso rimane calloso, non si spappola”. Anche nella pasticceria predomina la tradizione del Vesuvio: le sfogliatelle calde, il babà al rum, cocco e fragoline semifreddi al pistacchio e torroncino.

I piatti della tradizione veneta solo quelli classici; crudo, antipasti bolliti, risotto di pesce, gran grigliata di crostacei, branzini, orate, rombi alla griglia. La cantina presenta una trentina di etichette tra bianchi e rossi, che privilegiano i vini Doc del Veneto ma anche quelli pregiati della Campania: Lacrima Cristo (Frattasi), Coda di Volpe, Donna Laura (Forno), Falanghina e Greco di Tufo (D’Ambra). Il prezzo medio delle classiche tre portate varia dai 45 ai 50 euro, compresa la bottiglia di vino, il ristorante è chiuso il lunedì, tel. 0425/490398.

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