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"Il profumo della freschezza" <br/> agriturismo vegano a Lusia

Il ristorante

E’ forse il locale che si può vantare come storicamente il primo agriturismo completamente vegano in tutto il Polesine. Questa è una delle chiavi di lettura da utilizzare nell’andare a conoscere “Il profumo della freschezza” dei fratelli Maggiolo, Renato nel ristorante e Francesco nell’orto didattico “ultra biologico”.



Il ristorante è stato ricavato dal restauro della barchessa di una grande fattoria ormai scomparsa del 1850. Premettiamo subito che bisogna prenotare per tempo (336/7947014 o 0425/667475 – via Provvidenza 684 a Lusia) perché la formula del weekend (aperto venerdi e sabato a cena e domenica a pranzo), il numero limitato di coperti che sono solo trentadue, il prezzo molto contenuto che continua ad essere confermato a venticinque euro anche se il menu che varia sempre, rendono a volte arduo il riuscire ad andare a conoscere quanto gli chef Giada e Denis preparano nella cucina a vista.



Renato lo dichiara “ristorante natural vegetale”: il 70 per centro degli ingredienti utilizzati in cucina vengono prodotti nei due ettari di orto circostante, ma è esplicita la scelta di evitare i prodotti “veg” di produzione industriale. I piatti provengono dalla tradizione contadina epurata dagli ingredienti di origine animale. Ogni serata inizia con un’apertura di Renato che, anfitrione, riceve i clienti e fa iniziare la cena tutti insieme. E’ un percorso contemporaneamente degustativo e didattico. E’ per esempio singolare la scelta che il pane sia portato a tavola in un secondo momento, per costringere ai clienti di cominciare a degustare la centrifuga in tutti i suoi sapori e preparare lo stomaco con la delicatezza di un antipasto di verdure.



Poi il pane prodotto con una pasta madre pluridecennale, comunque, arriva, come anche le tre etichette di vino vegano di una cantina dei vicini Colli euganei che il padrone di casa serve al tavolo con la consumata esperienza di sommelier. Ed anche qui c’è un intento educativo visto che questo vino appare sul bicchiere dopo che nello stomaco le prime verdure hanno prodotto le pectine che sono funzionali a ridurre l’assorbimento dell’alcool con buona pace degli autisti per il rientro.



Una cinquantina di menu cambiano settimanalmente mantenendo sostanzialmente costante la struttura fatta da un pinzimonio con salse in apertura, un primo composto da una ricca varietà di chicchi di riso aromatizzato e condito in modo molto articolato. Polpettine di piselli con erbette di campo e patate al forno sono una possibile proposta per i secondi. E naturalmente non mancano i dolci vegani che possono essere una torta di pere e cioccolato senza glutine insieme con una crema di mela alla cannella.



Si tratta di una cucina intenzionalmente salutista: un nutrizionista controlla gli apporti nutritivi dei menu, si evitano i soffritti ed anche la sequenza delle preparazioni da’ sempre la precedenza al crudo per poi passare al cotto. La cerimonia della degustazione si chiude con una tisana e con l’ingresso in sala dei due chef che illustrano i piatti degustati e le attenzioni nelle varie preparazioni.



Una cena o un pranzo al “Profumo della freschezza” di Lusia si presenta quindi anche con un percorso di educazione alimentare di tipo spiccatamente esperienziale. Per chi vuole di più c’è anche il pranzo a buffet il venerdì ed il sabato, i corsi pubblicizzati sulla pagina Facebook ed a breve anche il “bar verde”.

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