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"L'Intrigo" di Rovigo <br/> col pesce delle cavane

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Manuele Fabbris e Andrea Schiavon, patron e chef de "L'Intrigo"

"Con Rovigo non me intrigo". A questa battuta ripetuta continuamente quando, varcati i confini di Adige e Po, ci si presenta dicendo che si proviene da Rovigo, ha pensato Manuele Fabbris, nel scegliere il nome "L'Intrigo", da dare al ristorante in viale Tre Martiri, proprio di fronte all'ospedale civile di Rovigo.



"Volevo – afferma il patron – un nome facile, immediato che facesse rima con Rovigo, aiutando così a ricordare la nostra città". Non bisogna farsi prendere dai pregiudizi prima di entrare. All'interno il locale è ben curato: presenta una sala centrale ed una più raccolta (complessivamente una quarantina di posti). L'atmosfera è accogliente e calda. Il personale di sala, coordinato dallo stesso Manuele è cortese, sempre disponibile. E cosa davvero innovativa, utilizza il tablet per mostrare anticipatamente come sono preparate e verranno servite le pietanze che si ordinano. Il menu è ricco, con una sezione dedicata anche a chi non piace il pesce.



"La nostra filosofia – spiega Manuele – è quella di fare gustare i piatti semplici, ma ricchi di sapori dei pescatori". In cucina c'è Andrea Schiavon, socio di Fabbris, diploma di scuola alberghiera, frequentata ad Abano, e una solida esperienza in ristoranti specializzati nei piatti a base di pesce a Porto Garibaldi. Qui il pescato è sempre di giornata. "Sono amico – afferma lo chef Andrea – dei pescatori di acqua salata, che hanno imparato a cercare il pesce nelle cavane".



Accanto ai classici bollito misto, catalana, cappe sante e rombo al forno e al gustoso il fritto classico in stagione è consigliata l'anguilla alla brace. Fra i primi, sempre secondo la disponibilità del mercato il risotto di gò, un pesce purtroppo dimenticato. Un'altra specialità, importata dalla vicina Chioggia, sono gli zotoli. Per pulire la bocca lo yogurt con la marmellata di limone e menta. Una vera squisitezza.



La cantina presenta una selezione di cinquanta etichette dove primeggiano le bollicine delle migliori cantine del Franciacorta, i bianchi fermi del Collio, una buona selezione di Ribolla Gialla e Sauvignon. Il conto è onesto, dai 40 ai 50 euro per le classiche tre portate, se non si eccede nella scelta delle bottiglie di vino e ci si affida ai consigli del patron.



Dal 18 aprile parte una promozione serale a 19.90 euro (valida dal lunedì al venerdì), che comprende un antipasto a scelta fra polenta con le schie, zuppetta di cozze, insalata di piovra e patate, fritelle di baccalà, tartare di salmone con avocado e mandorle tostate. Un primo fra: spaghetti con le bibarasse, bavette con piovra pomodorini ed olive del Garda, pasticcio di pesce, risotto con cozze, gamberetti e radicchio ed un secondo a scelta tra: fritto misto classico, salmone al forno, filetto di pesce al cartoccio, seppie in umido con polenta al cucchiaio e grigliata di pescato. Il tutto accompagnato da un contorno; bevande escluse. Il ristorante è chiuso il mercoledì, telefono 347/2500949.

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