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La Locanda del Borgo <br/> un anno a km zero

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Il patron Marcello con Federica, Stefano ed Enrico

Il patron Marcello Schiorlin, la compagna Federica, lo chef Stefano Talpo ed Enrico Bellinello in sala

Spegne la prima candelina la Locanda del Borgo a Stanghella, in provincia di Padova, un grande risultato nel difficile e variegato mondo della ristorazione. Una cucina in crescita che punta sulla tradizione, ma ringiovanita da spunti nuovi che danno ai piatti cromaticità nella combinazione degli ingredienti, pur conservando tutta la freschezza dei prodotti. In primis il pesce, vera specialità dalla Locanda del Borgo. Quello freschissimo pescato nel Delta del Po, nell’Adriatico o i molluschi Dop della Sacca di Scardovari.



Di conseguenza i cibi del ristorante, preparati dal 23enne chef Stefano Talpo, sono quelli della cucina polesana e veneta. La Locanda del Borgo si presenta con la nuova gestione del patron Marcello Schiorlin, Dna polesano, che ha seguito le orme del papà Giancarlo, nome noto per aver gestito il ristorante-pizzeria El Vargheto a Fiesso Umbertiano, e della nonna Rina, stimata cuoca dell’albergo Bologna.



Ubicata appena fuori del centro abitato di Stanghella, immersa nel verde della campagna, la Locanda del Borgo offre un ambiente elegante, costituito dalla luminosa sala con sessanta coperti e dalla terrazza estiva con una quarantina di posti. Inoltre, dispone di parcheggio e camere con raffinati mobili in legno di noce e balcone affacciato sul giardino.



Il prodotto va lavorato solo quando è fresco”, è il credo di Marcello Schiorlin. “Privilegiamo - aggiunge - il Km 0, dal pesce alla carne, quest’ultima certificata dall’azienda Zanotto di Buso, alle verdure Igp di Lusia. Nei nostri frigoriferi non ci sono scorte: quanto un prodotto è finito, anche se è in menu, con onestà informiamo il cliente che non può essere servito. Ciò è una garanzia della qualità”.



Scuola alberghiera frequentata a Abano Terme, esperienze in vari ristoranti, Stefano Talpo firma piatti unici e gustosi. Ad iniziare dagli antipasti di pesce: dalle crudité, ai bolliti della Locanda. Fra i primi, la specialità i risotti (cappesante ed asparagi, scampi e tartufo o allo zafferano), ma interessanti sono anche le linguine alle vongole o gli spaghetti allo scoglio. Delicati ma al contempo dal gusto deciso gli gnocchetti spadellati al baccalà mantecato. I secondi spaziano dalla classica e ricca grigliata, alla frittura di paranza dell’Adriatico, dall’anguilla alla griglia al rombo al forno.



Fra i piatti nuovi e consigliati c’è lo scrigno della Locanda, presentato in un vaso cottura a vapore con pomodorino, olive pugliesi, salvia, timo fresco, basilico, branzino ed in filo di olio extravergine. Per chi sceglie la carne si può optare tra il tagliere del Borgo (varietà di salumi) o insalata di radicchio noci e gongorzola, i bigoli all’anitra e la tagliata di Sorana.



Il pane è fatto in casa con farina a Km 0 del mulino Rossetto e anche i dolci sono casalinghi. Ad aiutare Marcello nel servizio in sala ci sono la compagna Federica, che soprattutto si dedica all’ospitalità, ed Enrico Bellinello che, con competenza, consiglia anche nella scelta dei vini. La cantina presenta importanti etichette: bollicine Franciacorta (Monterossa), Processo Docg (Astoria) Champagne (Bollinger) e Ribolla Gialla (La Tunella), nei rossi la scelta spazia Refosco e Lagrein.



Per il dopo cena, selezionati da Enrico, c’è un’ampia scelta di rum e cognac, accompagnati dai sigari cubani e cioccolato fondente. Buono il rapporto qualità prezzo: mediamente sui 40 euro, vini esclusi. Con 25 euro c’è il menu degustazione. Il ristorante è chiuso il mercoledì, telefono: 0425 95766.

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