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Prestigioso riconoscimento per la Nespola di Lusia

I ristoranti

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Oltre alle varie segnalazioni nelle guide gastronomiche nazionali, ora La Nespola di Lusia vanta anche un primato: è l’unico ristorante del Veneto ad avere ottenuto, nel 2016, il diploma di Buona Cucina.
Il prestigioso attestato attribuito dall’Accademia della Cucina Italiana, fondata da Orio Vergani nel 1953, istituzione culturale riconosciuta dalla Presidenza della Repubblica, è stato consegnato dal vice presidente vicario dell’associazione Severino Sani ai titolari Clara Muraro, Antonio Pellegrini e Paolo Lovisari.
“Siamo orgogliosi – ha commentato a caldo Clara – dell’importante riconoscimento che ci sprona a migliorare sempre di più. Il nostro è un lavoro di squadra, una grande famiglia che unita affronta con l’entusiasmo e la passione di sempre le nuove sfide gastronomiche”.

Aperto nel 1997, il ristorante La Nespola è cresciuto, si è fatto conoscere ed apprezzare anche fuori provincia per la ricerca continua nella valorizzazione dei prodotti del territorio: il buon pesce del Delta del Po e le ottime verdure di Lusia, proponendo i piatti della tradizione sapientemente rivisitati ed innovati quel tanto che basta per non alterarne i gusti.
La Nespola è una delle mete preferite di chi ama la buona cucina di mare.
E un ambiente molto curato ed elegante, con una trentina di coperti, che garantisce un’atmosfera calda, accogliente, intima.
E il diploma di Buona Cucina riassume tutto questo.
“Lo scopo – ha ricordato il vice presidente Sani – è proprio quello di tutelare la tradizione a tavola, valorizzando anche il concetto di ospitalità”.

La consegna dell’attestato ha coinciso con il tradizionale pranzo degli auguri della delegazione di Rovigo-Adria e Chioggia dell’Accademia, guidata dal delegato Giorgio Golfetti, che per l’occasione è stato anche il siniscalco della conviviale, alla quale è intervenuto Luca Padovani, delegato di Ferrara.
Il menu, apprezzato ma con qualche distinguo nella votazione dei singoli piatti, ha puntato sulle crudità di mare come antipasto; mentre il risotto (Carnaroli Igp del Delta) con radicchio di Treviso, scampi e gamberoni ha bene rappresentato il primo piatto.
Per secondo il branzino al sale con maionese e verdure al vapore.
Due i vini selezionati della Cantina Caldaro: Pinot Bianco 2015 e Kerner Carned 2015. Alla fine applausi convinti da parte degli accademici agli chef. Prima degli auguri, il delegato Golfetti, ha ricordato i prossimi appuntamenti: il pranzo degli “ossi” a gennaio e quello della selvaggina in programma a fine febbraio che vedrà la delegazione di Rovigo ospite degli accademici dell’Alto Vicentino

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