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Locanda di Piero, la vera cucina che onora il territorio delle Venezie

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MONTECCHIO PRECALCINO (Vicenza) - E’ La Locanda di Piero la miglior cucina che “onora il territorio delle Venezie”. Lo ha decretato la Guida “Venezie a tavola”, diretta da Luigi Costa, autorevole critico enogastronomico, che ha premiato, in partnership con Lattebusche, Renato Rizzardi chef e patron del ristorante dal 1992.

Un riconoscimento meritato, vista la qualità della cucina che resta saldamente legata alla tradizione e ai prodotti del territorio. Ma non è il solo premio. La Locanda da Piero è stata premiata anche dalla guida “Ristoranti che passione” edita da Riccardo Penzo, con la menzione speciale “per la cultura della buona tavola”, ottenuta sulla base di qualificate segnalazioni di giornalisti del settore enogastronomico.

Una duplice soddisfazione per il cuoco vicentino che ama costruire le proprie ricette lavorando tutti i singoli ingredienti “dall'inizio alla fine”, rendendo così i suoi piatti contraddistinti da uno stile prelibato.
“Oggi la ristorazione si sta dimenticando della succulenza - sottolinea Renato Rizzardi - e nei miei piatti cerco di riportare quella pienezza di gusto per cui ci sia sempre quella voglia di assaggiarne un altro po', fino a rimanere quasi delusi quando il piatto è terminato. Ecco perché mi definisco cuoco, non chef”.

Un concetto che bene si coglie nel libro “Moto perpetuo - Alla ricerca del piatto perfetto”, scritto dallo stesso Renato Rizzardi. Il ristorante, dentro una villetta di campagna, composto da quattro sale (in quella centrale con il caminetto dove d’inverno scoppietta il fuoco) dai colori caldi con tavoli rotondi, e tappeti raffinati, è il luogo in cui poter assaporare con i giusti ritmi alcuni dei piaceri della vita in un ambiente elegante e privato, circondati dalla calda ospitalità di maitre Sergio Olivetti e dal personale di sala. La cucina si basa sui piatti della tradizione veneta, rivisitati in modo intelligente.

“Molti spingono troppo sulla cucina creativa - spiega Renato - per seguire le mode del momento si rischia di perdere la cultura del mangiare italiano”.
Il percorso del menu spazia tra mare e terra. Come Lofoten-Terraferma, omaggio al baccalà (pralina croccante alle alghe di stoccafisso e barata, prosciutto di pollastra affumicato chutney di mango e sorbetto al tè matcha) o Per’Oca (crème caramel di foie gras, mostarda di pere e frolla al sale Maldon).
Se si sceglie il mare consigliati sono i delicati quanto saporiti tortelli di pescatrice, o l’invitante e gustosa zuppetta di crostacei con tartare di mazzancolla erbette officiali e briccolo. Fra i primi interessanti anche l’orzotto mantecato al coniglio, lardo, polvere di caffè e burrata o il perfetto risotto mantecato alla fonduta e tartufo bianco.
Questo è il tempo della selvaggina per cui il piatto nobile è la tagliata di cervo marinato al ginepro con salsa alla massa di cacao, gelatina all’uva fragola e sfogliata di zucca. Altro secondo di stagione la guancetta di maialino glassata. Molto delicato quanto particolare il dessert di pesche, cioccolato, yogurt e rosolio. Per i gourmet c’è la scelta tra tre menu degustazione (60-70) euro; mentre da martedì a venerdì è disponibile il lunch menu (16-25 euro).

Altra specialità il pane fresco e croccante fatto in casa da Alex. La cantina molto fornita, curata da Sergio Olivetti, è all’altezza del ristorante e propone interessanti selezioni di etichette delle migliori aziende del Veneto, Italia e Francia.

Il ristorante riposa la domenica, lunedì e sabato a pranzo; telefono 0445 864827.






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