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Il caso

Acquevenete: “Occhio alle truffe”

L'azienda che gestisce il ciclo idrico in Polesine mette in guardia gli utenti dopo la truffa subita da un'anziana

Acquevenete: “Occhio alle truffe”

Il caso della signora anziana truffata da finti tecnici di Acquevenete ha spinto l’azienda che gestisce il ciclo idrico dell’acqua in Polesine a ribadire con forza che non ci sono tecnici dell’azienda che vadano a chiedere nelle case di controllare l’acqua. Due sedicenti dipendenti di Acquevenete, infatti, avevano rubato l’oro a una 82enne di Polesella, dicendole che per “salvarlo” dalle sostanze chimiche dell’acqua, lo avrebbe dovuto mettere in frigo. E mentre uno dei due la distraeva, l’altro si appropriava del bottino.

E’ la stessa Acquevenete ad invitare i propri utenti “a prestare particolare attenzione per difendersi dalle truffe dei falsi addetti, che si presentano come tecnici dell’azienda del servizio idrico integrato: sostengono di dover entrare in casa o chiedono di fissare un appuntamento per effettuare un controllo sulla presenza di sostanze inquinanti nell’acqua. Si tratta in realtà di truffatori che finiscono per derubare la persona che ha aperto loro la porta, come accaduto recentemente a un’anziana residente in provincia di Rovigo”.

Acquevenete ricorda agli utenti “che il personale tecnico non è autorizzato a proporre analisi dell’acqua, a raccogliere dati sensibili degli utenti o a chiedere pagamenti di alcun tipo presso le abitazioni. Per qualsiasi chiarimento è sempre possibile telefonare al numero verde gratuito del Servizio Clienti di acquevenete 800 99 15 44 ed è inoltre opportuno segnalare eventuali comportamenti sospetti alle Forze dell’Ordine”.

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