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Piazza Merlin

Il chiosco sarà demolito, ma chi paga?

Tempi lunghi e nessuna certezza sui costi. E i giorni da abusivo aumenteranno ancora

Il chiosco sarà demolito, ma chi paga?

25/10/2018 - 20:00

Lanciamo ufficialmente una scommessa. Scommettiamo che il chiosco festeggerà l’anno di chiusura e poi sarà lì anche per la prossima fiera di Ottobre? Se prima poteva esserci qualche dubbio, adesso... i tempi previsti per risolvere la grana di piazza Merlin, infatti, sembrano fatti apposta per lasciare l’ex bar gelateria, abusivo da 130 giorni, al suo posto ancora per molto. 130 giorni, proprio così, poco più di quattro mesi senza che palazzo Nodari abbia trovato la strada per uscire dallo stallo in cui ci si è infilato quando ha deciso di non rinnovare la concessione al titolare del chiosco.

O meglio, la strada individuata sulla carta c’è, quanto a tradurla in pratica però...

La soluzione è quella dello smantellamento, ma in quali tempi, con quali modalità, con quali costi, e pagati da chi, è ancora tutto da capire. Ieri l’assessore ai lavori pubblici Gianni Saccardin ha annunciato “l’avvio del procedimento per la rimessa in pristino di piazza Merlin, cioè la rimozione del chiosco”. Un procedimento che nel giro di pochi giorni sarà notificato al titolare dell’immobile. Da quel momento ci saranno dieci giorni di tempo per il deposito, da parte del proprietario, di eventuali controdeduzioni. Trascorsi i quali, se il chiosco sarà ancora in piazza Merlin, il Comune produrrà un’ordinanza per disporre la demolizione della struttura. Se nell’arco temporale di 60 giorni non succederà niente, come è facile prevedere, palazzo Nodari dovrà decidere di fare da sè e quindi pagare la rimozione del chiosco, e la sistemazione della piazzetta, il cui costo poi sarà addebitato al titolare.

Un cronoprogramma che però, almeno allo stato dei fatti, è più teorico che altro. Prima di tutto perché in più occasioni il titolare della struttura ha spiegato di non aver alcuna intenzione di smantellare l’immobile, e di non avere nemmeno le risorse economiche per poterlo fare. Ecco allora che il Comune dovendo agire in prima persona dovrà fare ricorso alle proprie casse, e al proprio bilancio, per finanziare la rimozione. Operazione non ancora quantificata, nonostante nelle riunioni di maggioranza fossero stati caldeggiati preventivi e perizie. E saranno svariate, probabilmente, le decine di migliaia di euro che serviranno per smantellare l’ex bar gelateria. Soldi che poi Palazzo Nodari dovrà giustificare, spiegando ai cittadini di aver preferito togliere l’ex locale piuttosto che realizzare altre opere, e magari sistemare strade e marciapiedi.

I mesi intanto passeranno, tra burocrazia, nuove riunioni di maggioranza o con i tecnici del Comune, gare di appalto; con il conto dei giorni da abusivo del chiosco che avrà superato, facile immaginarlo, i 200, i 300 e forse pure i 400 giorni. La Soprintendenza ha già spiegato che in Piazza Merlin un chiosco può anche sorgere, ma con dimensioni ridotte rispetto a quelle attuali. Ma spetta alla politica individuare e attuare una soluzione. Nel frattempo i cittadini passando in Piazza Merlin non possono non fermarsi a leggere le parole sui cartelloni appesi alle vetrate del chiosco. E non possono non chiedersi: ma era davvero necessario arrivare a questo?

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