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CRISI IDRICA

Assalto all'acqua minerale, affari per centinaia di migliaia di euro

Non c'è stato polesano che non abbia pensato a fare scorta d'acqua. In 48 ore gli scaffali dei supermercati si sono svuotati e riempiti in men che non si dica. Un giro da centinaia di migliaia di euro.

01/11/2018 - 22:03

 “Cara vado a prendere l’acqua”. L’assalto ai supermercati per accaparrarsi la bottiglia è scattato già alle 7.30 di martedì, quando dai rubinetti non usciva più un goccio d’acqua e non si capiva nemmeno perché.

In due giorni gli scaffali si sono svuotati nel giro di poche ore, e anche il prezzo delle bottiglie in qualche caso, è salito in men che non si dica.

In tantissimi sono stati disposti anche a pagare 50 centesimi per un litro e mezzo di acqua minerale: una sorta di psicosi da rubinetti a secco. Anche se va detto che la grande distribuzione non è intervenuta sul prezzo.

Ieri mattina, comunque, in centro a Rovigo non si trovava più nemmeno una bottiglia di “naturale”. E qualche scena da panico nei market si è vista, con gente che si accaparrava l’ultima bottiglia disponibile.

Ovviamente le scorte dell’acqua più a buon prezzo sono terminate in men che non si dica e così anche le taniche.
Dalle 18 di mercoledì, quando è scattato in prefettura il “piano B” con l’erogazione di acqua non potabile, in tutti i negozi di “ferramenta and co.” c’è stato un assalto ai contenitori di plastica per andare a fare approvvigionamento.

In tanti si sono allungati fino ai supermercati dei paesi limitrofi, visto che a Rovigo non c’era più scelta e ovviamente non c’era più acqua minerale. Un giro d’affari che per due giorni è quantificabile in centinaia di migliaia di euro.

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