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Emergenza Po

“L’isolotto fa più paura della piena”

Bergo della civica di Bottrighe: “Chiediamo con urgenza il dragaggio insieme agli svincoli di sicurezza sul ponte”

“L’isolotto fa più paura della piena”

Alta la preoccupazione delle persone che abitano a ridosso del Po, tra queste la popolazione di Bottrighe. Ma oltre alla piena, a creare forte allarme tra la popolazione sono gli immensi isolotti creatisi sotto il ponte Brigata-Cremona, collegamento tra Adria e Corbola, uno dei quali divenuto una vera e propria foresta per la folta vegetazione che lo caratterizza: d’estate qualcuno va ad accamparsi per prendere il sole, pescare, fare il bagno e picnic. La gente è fortemente preoccupata perché questa immensa massa di detriti, di cui all’esterno si vede solo la punta come uno iceberg, di sicuro rallenta la corsa delle acque, oltretutto nella grande ansa del fiume che “abbraccia” Corbola, mentre Bottrighe si trova dalla parte più pericolosa, dove gli argini sono maggiormente sotto pressione. Da anni viene segnalata questa anomalia, ma nessuno vuole intervenire.

Torna ad alzare la voce la lista civica di Bottrighe, Ora cambia. “E’ da molti anni – dichiara Alberto Bergo, leader della lista - che denunciamo a mezzo stampa che la grande isola formatasi al centro dell’alveo del Po, la quale comincia da sotto il ponte Brigata Cremona e si espande per duecento metri per cinquanta ed è in continua crescita nella parte est e ovest del ponte. Anche dal punto di vista della vegetazione potrebbe dare molti problemi con le piene. I tecnici che abbiamo consultato sul tema sicurezza – osserva Bergo - ci hanno risposto che non è un problema di poco conto per il normale flusso delle acque del fiume. Pertanto è più che legittima la nostra preoccupazione da una ventina di giorni a questa parte, cioè da quando sono cominciate le intense precipitazioni in tutto il nord Italia ed è un susseguirsi di piene, sia pure ancora nella normalità”.

E ancora: “Come sappiamo arrivano tutte le acque di piena degli affluenti del Po del nord Italia, inoltre attraverso il Garda, via Mincio, vengono dirottate anche le acque dell’Adige: quindi tutto diventa imprevedibile. Ci chiediamo: che cosa succederebbe se arrivasse una piena eccezionale o straordinaria, evento probabile visti i cambiamenti climatici? Quali potrebbero essere le conseguenze?”. A questo punto Bergo ricorda che “la mente corre all'alluvione del 14 novembre del 1951 e al ricordo di quei giorni colmi di dolore e distruzione: infatti in questi giorni di piena si rinnovano le ansie e le paure fra la gente di questo amato territorio”.

L'esponente della lista civica lancia un forte appello. “La sicurezza idraulica del più grande fiume italiano – dice - è sempre stata una priorità nel corso dei secoli, diversamente le conseguenze sono lutti, devastazioni e tragedie fra le popolazioni rivierasche: per questo sollecitiamo le amministrazioni pubbliche, dal Comune agli enti preposti, a intervenire quanto prima per rimuovere l’anomalia di quell’immenso isolotto. Pensiamo che occorra un'opera urgente di dragaggio per togliere l'isola completamente, liberando così l'alveo e consegnando al fiume la sua piena portata. Inoltre facciamo presente l’assenza degli svincoli di sicurezza per l'accesso al ponte i quali non solo servirebbero per la sicurezza in caso di calamità ma anche per il collegamento fra le popolazioni del territorio della sinistra e destra del Po, per avvicinarle non per allontanarle, come in questo caso unico: gli svincoli di sicurezza sono già stati progettati e promessi sia dal Comune che dalla Regione, ma mai realizzati, calando di fatto il silenzio e l'oblio. La gente non è tranquilla ed è molto preoccupata”.

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