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“Ora investimenti per 6,8 milioni”

La relazione del presidente di Acquevenete Cortelazzo: “Evento eccezionale. Niente indennizzi sulle bollette, ma la Regione valuterà i risarcimenti”.

“Ora investimenti per 6,8 milioni”

16/11/2018 - 22:47

Una crisi idrica causata dall’eccezionalità della piena, con un’alta concentrazione di metalli e la specificità della centrale di potabilizzazione di Boara Polesine. Ma anche investimenti per scongiurare nuove crisi idriche.

Tecnici e dirigenti del sistema idrico hanno spiegato cause e conseguenze della crisi idrica che ha investito Rovigo il 30 e 31 ottobre scorsi. Una crisi che ha portato alla sospensione dell’erogazione dell’acqua, in quanto non potabile, per circa 70mila cittadini. Lasciando a secco Rovigo e i Comuni vicini per parecchie ore. Ed è stato spiegato che a causare la crisi di Boara è stata una serie di concause: le forti piogge in poche ore, il dilavamento di metalli dal bacino dell’Adige che sono finiti nel fiume in quantità imprevedibili, e la centrale di Boara Polesine, una delle due collegate solo all’Adige e quindi senza altre forme di approvvigionamento.

Al consiglio comunale convocato per fare luce su quanto avvenuto un paio di settimane fa è intervenuto il presidente di Acquevenete, l’onorevole Piergiorgio Cortelazzo, ha ripercorso, ora per ora, come si è sviluppata la crisi, e come è stata risolta.

Cortelazzo ha anche elencato gli investimenti fatti e programmati per la centrale di Boara: “Per la centrale investiti in due anni 800mila euro per adeguamenti impiantistici. Già previsti, inoltre, investimenti, per 6,8 milioni di euro”.

Critiche sulla gestione della crisi idrica da parte del Comune sono arrivate dall’opposizione per difetti di comunicazione e perché il 31 ottobre non era stata disposta la chiusura delle scuole. Antonio Rossini, invece, ha chiesto forme di ristoro in bolletta per i disagi subiti da cittadini, aziende e bar.

Alla fine il direttore generale di Acquevenete, Monica Manto, ha assicurato che “l’unità di crisi aperta in Regione sta quantificando i danni. Sono quattro i gestori idrici interessati da crisi idriche durante i giorni del forte maltempo, fra questi Acquevenete. Deciderà la Regione eventuali risarcimenti, anche accedendo a specifici fondi europei. Per le calamità naturali, infatti, non son previsti indennizzi automatici sulle bollette. Acquevenete porterà avanti il proprio programma di investimenti sostenuti con la tariffa per migliorare il più possibile impianti e servizi”.

Il servizio completo sulla Voce in edicola sabato 17 novembre.

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