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Accademia dei Concordi

Libri al macero, “ma io non mi dimetto”

Cestinato il 10% del fondo Cibotto: Boniolo si difende con la burocrazia (“Impossibile venderli o regalarli”) e spara anche su Sgarbi.

Libri al macero, “non mi dimetto”

02/01/2019 - 18:18

Non avrebbe nessun problema a dimettersi, il presidente dell’Accademia dei Concordi Giovanni Boniolo, travolto dallo scandalo legato all’avvio al macero di circa l’8% del lascito di Giannantonio Cibotto. Ma non lo farà: lo dice chiaro e tondo, in una lettera aperta inviata a tutti i cittadini rodigini.

E non lo farà, spiega, per non dare soddisfazione a chi in queste settimane lo ha attaccato - e di cui non fa mai i nomi. Tra questi, anche il noto critico Vittorio Sgarbi, che ha annunciato che depositerà un’interrogazione parlamentare sulla questione. Per Boniolo, Sgarbi e gli altri sono “schiocchi e meschini”, e la vicenda che lo ha riguardato “triste nella sua evoluzione e meschina nei suoi contenuti”.

Ancora una volta, come già fatto in passato, Boniolo parte dal suo curriculum, che non perde occasione di ostentare. Quindi spiega l’origine della questione, ovviamente dal suo punto di vista. “Un fondo librario - precisa - è un insieme di volumi ordinati e classificati all’interno di un quadro concettuale ben preciso che il bibliotecario progetta e realizza”. Lavoro che richiede “tempo, personale e capacità”. Dei circa 40mila volumi donati da Cibotto, circa l’8-10% è stato scartato, perché - sottolinea Boniolo - “ritenuto non inseribile nel fondo per varie ragioni: doppioni, irrilevanza, incompletezza”. 

“Il fondo così strutturato - continua nella sua analisi - è ora in corso di inventariazione (altro lavoro costoso, oltre che certosino e lunghissimo), in modo da metterlo a disposizione dei cittadini quanto prima. Alla fine del lavoro di classificazione sorse un problema: che fare del materiale non inserito nel fondo? Si pensò di donarlo ad altre realtà, ma da indicazioni esplicite tale via era preclusa, come pure quella della vendita, in quanto si voleva che solo il fondo strutturato fosse dato ai cittadini e che il materiale ritenuto non adeguato fosse smaltito”.

E così si è fatto, avviando al macero, oltre ai libri di Cibotto, anche quei volumi scartati dalla biblioteca dei Concordi che nel frattempo era stata riordinata. “Si noti che per regolamento - dice ancora Boniolo, appellandosi alla burocrazia - ogni donatore accetta che il materiale che dona sia vagliato per capire se abbia valore e se possa essere catalogato tenendo conto che l’istituto ha ‘il diritto di selezionare le unità documentarie da acquisire all’interno della raccolta’”.

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