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L'influenza batte duro, tre polesani in rianimazione

Tre casi gravi di influenza in Polesine. Tra di loro una 38enne al settimo mese di gravidanza: è in rianimazione

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Influenza

Tre polesani colpiti in maniera grave dalla influenza, tra i quali una donna di 38 anni, al settimo mese di gravidanza, residente in Polesine, ricoverata in rianimazione a Padova: la sua prognosi è riservata.

Gli altri due sono un uomo di 64 anni, con pluripatologie croniche, ricoverato in rianimazione a Rovigo per un peggioramento delle sue condizioni dovuto all'influenza, anche lui in prognosi riservata. Infine, una 56enne, anche lei gravata da patologie croniche, ricoverata in rianimazione per un repentino peggioramento e in prognosi riservata.

Si tratta di una influenza dura, difficile, con febbre alta, tosse, dolori articolari, e occlusione nasale, che ha già iniziato a colpire anche nel territorio e a manifestarsi in maniera importante per numero di casi e forma clinica. Per la durezza dell’epidemia e i suoi sintomi, come nel corso del 2018, è stato attivato dal direttore generale dell'Ulss 5 Polesana, Antonio Compostella, un gruppo di lavoro multidisciplinare per monitorare lo sviluppo  dell’epidemia nel nostro territorio e attivare tutte le forme necessarie di contrasto, dal momento che il picco è atteso nelle prossime settimane. L'onda pesante della forma influenzale 2019, giunta in questa settimana, si manifesta purtroppo con sintomi e decorso fortemente debilitanti , soprattutto in pazienti anziani e fragili,  adulti con patologie croniche o invalidanti.

Sono aumentati i ricoveri in tutti gli ospedali pubblici e nelle strutture convenzionate, con le prime cure erogate dalle divisioni di Pronto Soccorso. I reparti che stanno maggiormente accogliendo i pazienti sono  le tre strutture di Pronto Soccorso, le  divisioni di medicina, geriatria, lungodegenza. Il focus di lavoro vede riuniti medici di famiglia, specialisti territoriali, ospedalieri, i medici della prevenzione: tutti siedono in cabina di regia per contrastare l’epidemia con le migliori risposte assistenziali possibili.

"Tutto questo crea, inevitabilmente un sovraccarico di lavoro nei reparti, e soprattutto nelle strutture di Pronto Soccorso - le parole di Compostella - chiedo pertanto ai cittadini che si recheranno nei nostri ospedali per le cure, di comprendere la particolarità del momento se ci saranno eventuali criticità o attese più lunghe".

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