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Il decreto

Maltempo, Governo col braccino

Niente rimborsi per il maltempo del 21 e 22 luglio 2018. Rimangono gli stati di emergenza per gli episodi del 16 e 17 luglio e dell’1 e 2 settembre

Maltempo, Governo col braccino

Niente rimborsi per il maltempo del 21 e del 22 luglio scorsi, il Consiglio dei ministri ha deliberato la “dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni 16 e 17 luglio 2018 e 1 e 2 settembre 2018 nei territori di alcuni comuni della province di Padova, Rovigo, Treviso e Verona”. Perciò per tutti quei comuni che il 21 e 22 luglio scorsi hanno avuto danni da maltempo, niente da fare, non beccheranno un centesimo da Roma.

Il maltempo di venerdì 21 e sabato 22 luglio 2018 aveva colpito forte Lendinara e Badia, ma pure Loreo e Lusia. La più colpita è stata senza dubbio Lendinara, decine di migliaia di euro i danni per il pubblico, ma tantissimi anche quelli di privati e aziende. Per quanto riguarda Badia, danni soprattutto nella frazione di Villafora. Ma la richiesta di stato di calamità naturale dell’assessore Stefano Segantin, purtroppo, non è stata accolta. Stessa situazione a Loreo, dove i maggiori disagi sono avvenuti a causa della caduta di rami e alberi. I tecnici della Coldiretti del Polesine avevano fatto la conta dei danni a Lusia, Lendinara e Badia Polesine. Oltre cento le segnalazioni raccolte dai tecnici di Coldiretti Rovigo solo nella zona di Lusia dove si stimavano già diversi milioni di euro di danni, tra prodotti in campo e nei frutteti, serre divelte.

Sono state invece accolte le richieste per il 16 e 17 luglio, all’epoca il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, aveva firmato i decreti con i quali veniva dichiarato lo stato di crisi per i danni da maltempo compresi i disastri causati in Polesine dal temporale della notte tra domenica e lunedì 16 luglio. In questo senso lo stato di crisi riguardava i comuni di Villanova del Ghebbo, Lendinara, Fratta Polesine, Trecenta e Costa di Rovigo. Tra i danni a Rovigo, Lendinara e in gran parte della provincia furono segnalati la caduta di alberi su case, auto e sulle strade così come pali della corrente, i cui fili, in molti casi, si erano spezzati. A Rovigo il cedro di Largo della Libertà era stato scaraventato dalla furia del vento contro lo stabile all’inizio di via Don Minzoni.

Per quanto riguarda i danni dell’1 e 2 settembre, lo scroscio violento che aveva colpito via via tutto il Polesine, partendo dal Delta ed estendendosi in fretta fino all’Alto Polesine, non aveva creato particolari danni. Soltanto nel pieno centro di Rovigo, in piazza XX Settembre, davanti alla Rotonda, era caduto un grande pino, abbattendosi proprio sul marciapiede di fronte ad un bar e alcune attività commerciali. Per fortuna, nessuno si era fatto male, ma sul posto erano arrivati i pompieri per mettere in sicurezza la zona.

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