you reporter

Il caso

Capannone stipato di rifiuti, manette per due imprenditori

La scoperta del Noe di Venezia dopo una inchiesta partita dalla Dda di Milano

Capannone stipato di rifiuti, manette per due imprenditori

01/03/2019 - 10:34

Avevano affittato il capannone a una società fittizia, dietro la quale c’erano imprenditori senza scrupoli che stoccavano illegalmente rifiuti che arrivavano per lo più dalla Campania. Agli arresti domiciliari sono finiti Giovanni Girotto, 65 anni, trevigiano di Roncade e Diego Giro, 49 anni, di Caorle, accusati di aver agevolato il traffico illecito. Lo scrive La Nuova Venezia.

Il primo in qualità prima di amministratore e poi di liquidatore della Proveco Italia Srl, società che ha messo a disposizione il capannone di Fossalta di Piave di via dell’Industria (strapieno di rifiuti urbani, sequestrato dai carabinieri del Noe di Venezia nel novembre scorso e oggetto di un’ispezione da parte dell’Arpav e dell’Usl 4 proprio nei giorni scorsi). Mentre Giro per aver fatto da mediatore tra Girotto e il gruppo di imprenditori milanesi che trafficavano con i rifiuti. Nei guai è finito anche Bekim Ramandonovski, macedone, 41 anni, residente a San Stino di Livenza (il gip gli ha imposto l’obbligo di dimora). 

Gli arresti di Giro e Girotto sono inseriti in una inchiesta portata a termine dalla Dda di Milano che ha scoperchiato un traffico di circa 37 mila tonnellate di rifiuti e che si è conclusa con 15 arresti (otto in cella). L’input all’indagine è partito dopo il rogo scoppiato il 14 ottobre scorso a Milano, incendio che serviva alla banda per smaltire la spazzatura e cancellare le prove. I carabinieri sono arrivati in Veneto nel novembre scorso, scoprendo il capannone di Fossalta di Piave, uno dei siti scelti dal gruppo criminale per nascondere i rifiuti, oltre a quello di Meleti (Lodi) e di Verona san Massimo. In carcere sono finiti Aldo Bosina, 55 anni di Cureggio, Hachem Abderrazak, tunisino, 27 anni, di Borgomanero, Valentino Bovini, 45 anni, di Cesano Maderno Joskwa Colombo, 44 anni, residente a Seregno, Giancarlo Galletti, 60 anni, residente a Stresa, Massimo Sanfilippo, 50 anni, di Lissone, Pietro Ventrone, 36 anni di Veroli e Mauro Zonca, 60 anni di Borgo Ticino.

Il gruppo è accusato, a vario titolo (chi come imprenditore a capo di società di smaltimento, chi come autista dei mezzi pesanti), di traffico illecito di rifiuti speciali e indifferenziati urbani e incassando illecitamente da questi traffici non meno di un milione di euro. Per questo motivo la Procura antimafia ha ottenuto dal gip un sequestro preventivo dei conti correnti di uguale valore, oltre al sequestro dei mezzi utilizzati per il trasporto dei rifiuti. Per quanto riguarda Fossalta di Piave, l’utilizzo del capannone salta fuori dopo la perquisizione in casa dei genitori di Aldo Bosina, effettuata dopo il rogo di Milano.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl