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Anziani picchiati a sangue, case razziate, stupri: la banda delle bestie

Nuove accuse alle belve marocchine che hanno seminato il terrore anche in Polesine

Anziani picchiati a sangue, case razziate, stupri: la banda delle bestie

Le loro gesta criminali erano terminate lo scorso agosto, quando le indagini congiunte dei carabinieri di Rovigo, Castelmassa, Legnago, Verona e Padova avevano consentito di arrestare in flagranza i componenti di una banda di marocchini specializzata nell'assaltare, di notte, abitazioni di anziani, picchiandoli a sangue, a volte anche solo per rubare pochi monili (LEGGI ARTICOLO). Solo tra Polesine e dintorni era stata, in pochi giorni, disegnata una mappa di terrore e violenza che mai si erano visti nel nostro territorio. Le rapine erano state commesse a Fratta Polesine, Occhiobello, Giacciano con Baruchella, Arquà Polesine, Castelnovo Bariano, Castelbaldo e Borgo Veneto.

Dal primo arresto in flagranza, poi, sono partiti ulteriori accertamenti, per consentire di addebitare al gruppo di malviventi tutti gli episodi che gli investigatori sono convinti che abbiano commesso. Proprio nelle settimane scorse, in particolare, un 35enne, già arrestato ad agosto, grazie agli accertamenti dei carabinieri del Nucleo investigativo e di Castelmassa, era stato fatto oggetto di una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere: gli è stata addebitata anche la rapina di Fratta, con sequestro di due 80enni e della figlia (LEGGI ARTICOLO). Erano entrati da una finestra ed erano in breve piombati sulle vittime. Per fortuna, in questo caso, non avevano picchiato.

Discorso purtroppo diverso ad Arquà Polesine, dove invece marito e moglie erano stati fatti oggetto di una ferocia davvero inaudita. La donna, in particolare, era stata picchiata con una pala da fornaio sino a quando il pesante attrezzo non si erano rotto, all'ennesimo terrificante fendente vibrato contro la sua schiena. Una delle caratteristica della banda, infatti, era quella di usare come armi attrezzi e arnesi trovati nella case delle vittime.

Nella mattinata di sabato 9 marzo, i carabinieri del Comando provinciale di Verona hanno dato un'altra buona notizia: grazie a ulteriori approfondimenti investigativi, è stato possibile contestare al gruppetto nordafricano nuovi addebiti, sempre legati al terrore che, per un periodo breve ma difficilmente dimenticabile, avevano seminato nelle campagne di varie province.

Per fronteggiare la loro azione, era stato creato un vero e proprio pool investigativo, con carabinieri di varie province. Una cinquantina di uomini circa, per fornire una risposta immediata a un territorio che, comprensibilmente, aveva reagito con sgomento ad assalti di questo genere.

In totale, l'ultima ordinanza, che ha condotto all'emissione di ordinanza di custodia cautelare a carico di cinque persone. Vengono addebitate loro 18 rapine in abitazione e 11 furti. Complessivamente, quindi, la banda sarebbe stata composta da 12. In un caso, nel Veronese, la banda avrebbe anche cercato di stuprare la anziana vittima, non riuscendo per fortuna nell'intento.

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