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IL CASO A LENDINARA

Attenzione ai finti tecnici della caldaia "mandati del Comune"

Segnalati in alcune abitazioni per installare "salvavita" sulle caldaie. L'amministrazione: "Non siamo noi a mandarli"

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Attenzione a chi suona dicendo che deve vedere la caldaia

Le segnalazioni si sono susseguite, nella mattinata e nel primo pomeriggio di mercoledì 13 marzo. Sedicenti tecnici, inviati dal Comune, che avrebbero suonato ad alcune porte, a Lendinara, spiegando di dovere installare una apparecchiatura di sicurezza, quindi salvavita, sulle caldaie dei privati. Una circostanza, questa, immediatamente smentita dal Municipio che, chiaramente, non invia personale a domicilio a mettere le mani sugli apparati di riscaldamento dei cittadini.

Resta da chiarire se si tratti di una vera e propria truffa o di un fatto, per così dire, proprio al confine tra lecito e illecito. Negli anni scorsi, infatti, nel capoluogo Rovigo si verificarono casi del genere, sui quali lavorò la polizia. Emerse che, in alcune circostanze, emissari di ditte private, che in effetti commercializzano dispositivi di questo tipo, si sarebbero presentati a casa di privati, come è del resto nel loro pieno diritto fare, per proporre il prodotto. Il discrimine sta sempre nella presentazione che di questo viene fatto: se lo si presenta come obbligatorio, non lasciando scelta al cittadino, dicendo che si tratta di un obbligo di legge, si può sconfinare nell'illecito, dal momento che si tratta, in realtà, di una normalissima proposta commerciale alla quale il privato si può opporre.

In ogni caso, il Comune di Lendinara ribadisce come non invii assolutamente propri emissari per controlli o implementazioni delle caldaie. Nei casi di dubbio, la scelta migliore è sempre quella di contattare i carabinieri, segnalando la situazione.

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