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IL CASO

"Assenza ingiustificata" per chi ha marciato per il clima

"Assenza ingiustificata" per chi ha marciato per il clima

La manifestazione per il clima di sabato 16 marzo

Giustificazioni non ritenute valide per i ragazzi che, nella mattinata di venerdì 16 marzo hanno partecipato alla manifestazione per l'ambiente, scattata a Rovigo come in tutta Italia (LEGGI ARTICOLO). A lanciare l'allarme è Sinistra Italiana.

"Quella di venerdì è stata una straordinaria giornata di consapevolezza, mobilitazione e denuncia rispetto al problema numero uno che i cosiddetti millennians devono affrontare: quello del clima e di un uso  compatibile delle risorse con l'ambiente. - spiega la nota - Lo hanno fatto in tanti giovani e lo hanno fatto astenendosi dalle lezioni, aderendo a quello che abbiamo sempre chiamato sciopero e che, anche in termini semantici, si esercita   quando non si va a lavorare".

Una giustificazione che, però, secondo questa segnalazione, alcuni dirigenti scolastici, o docenti, non avrebbero intenzione di accettare, a fronte dell'assenza. "Apprendiamo - conferma la nota - che qualche preside zelante  non abbia intenzione di accettare come giustificazione ''sciopero ' l'assenza di venerdì scorso. Ci chiediamo in cosa consista quella straordinaria assenza dalla classe se non in un vero e proprio sciopero. Se quello di venerdì non fosse stato uno sciopero ci dovremmo chiedere cosa siano stati alcuni esempi di protesta nella storia dell'umanità che sono andati sotto il nome di sciopero: da quello del sale di Gandhi da cui scaturì la famosa marcia, a quello dei bus, attuato dalla popolazione nera a Montgomery, per non dimenticare, poi, lo sciopero al contrario promosso da Di Vittorio negli anni '50 per sottolineare la necessità di opere pubbliche in relazione al livello di disoccupazione".

"Insomma ci pare che di elementi per ringraziare la responsabilità delle ragazze e dei ragazzi che sono scesi in piazza venerdì ce ne siano molti. Se non vogliono farlo, i presidi, evitino almeno di creare problemi di carattere disciplinare. I ragazzi hanno interrotto i loro studi per fare uno sciopero per il proprio futuro: se ne prenda atto e si comunichi alle Prefetture agli Uffici Scolastici  il numero degli assenti, perché si tratta di un fatto politico, e come tale va trattato".

Sulla vicenda interviene anche la Rete degli studenti medi. "Come Rete degli studenti medi di Rovigo - spiega la nota - riteniamo inaccettabile il rifiuto delle giustificazioni presentate dagli studenti  che hanno aderito alla manifestazione Friday for future. La giornata non è stata indetta al fine di far perdere delle preziose ore scolastiche ai ragazzi ma, anzi, la loro vivace partecipazione è da considerarsi parte integrante di cittadinanza attiva. Inoltre, l'articolo 21 della costituzione sancisce come tutti abbiano il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione (vedi scendere in piazza)".

"La città di Rovigo non si vedeva così animata da anni, specialmente per una causa così importante come l'ambiente. La scelta quindi di 'scioperare', se così la si vuole intendere, non dovrebbe essere  amonita ma sostenuta da docenti e genitori. Credo personalmente non ci si sarebbe dovuta aspettare una reazione simile dagli insegnanti, poiché spesso sono gli stessi a lamentare nei confronti dei giovani una mancanza di interesse, motivazione e principi. Se l'etichettamento di 'sdraiati' ripreso dal celebre libro di Michele Serra ci si addicesse davvero, non saremmo scesi in piazza".

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