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Lavoratori e cittadini davanti agli ospedali in protesta

Organizzati due presidi e un corteo contro le schede ospedaliere che "depauperano la sanità polesana"

Intervento di manutenzione all'ospedale di Rovigo

L'ospedale di Rovigo Santa Maria della Misericordia

La Cisl Padova Rovigo mette in luce gli effetti più preoccupanti delle schede ospedaliere sul sistema sanitario del polesine. "Le criticità, come si sa, riguardano soprattutto gli ospedali di Adria e Trecenta. Nell’ospedale di Santa Maria degli Angeli di Adria è stato salvato il punto nascite, ma l’ospedale è stato declassato da spoke a ospedale di base e ha perso 20 posti letto e le apicalità di Chirurgia generale (dove lo scorso anno sono stati fatti 721 interventi), Urologia e Pediatria. L'area materno-infantile perde 16 posti letto".

"L’ospedale San Luca di Trecenta ha visto l’aumento dei posti letto in Medicina generale (30), ma ha perso due apicalità, Anestesia e terapia intensiva e Chirurgia generale, oltre a ostetricia, oncologia e l’unità spinale. Il saldo finale dei posti letto complessivi è negativo per 10 unità. L'ospedale di Rovigo ottiene 18 posti letto in più in area medica, 2 nell'area materno-infantile e un'apicalità per Neuropsichiatria infantile, ma perde 25 posti letto in area riabilitativa per lungodegenti, con un saldo complessivo negativo di 5 posti letto".

"La nuova riorganizzazione, prevista con l’applicazione delle schede ospedaliere – commenta Francesca Pizzo, della Cisl Padova Rovigo - ci sembra, pur riservandoci un approfondimento più puntuale, rafforzi la convinzione che l’Ulss5 sia destinata a rimanere il fanalino di coda delle aziende sanitarie venete, per capacità di risposta assistenziale e per equilibrio di bilancio, nonostante gli indici di qualità mantenuti fino ad oggi superiori alla media regionale".

La sensazione condivisa è che per l’ospedale di Adria si stia assistendo a uno svuotamento progressivo di contenuti. "E’ certamente positivo che le mamme del basso polesine potranno continuare a partorire ad Adria, ma si sentirebbero più sicure se fossero garantite loro le strutture adeguate per affrontare possibili difficoltà durante e dopo il parto. Perché il punto nascite possa garantire un servizio di qualità è necessario che venga tutelato il reparto materno infantile e previsto un primariato di pediatria, che al momento non è contemplato". Mentre per Trecenta, la Cisl si domanda che senso abbia un reparto di chirurgia, per quanto ridotta nei posti letto e nella funzionalità, se manca la terapia intensiva.

"Per dare voce alle forti preoccupazioni della cittadini che noi rappresentiamo – conclude Francesca Pizzo – abbiamo organizzato, unitariamente Cgil Cisl E Uil del territorio, due presidi ad Adria e Trecenta sabato 13 aprile dalle 9 per poi ritrovarci a Rovigo alle 10.30 davanti all’ospedale per dirigerci insieme in corteo verso la cittadella socio-sanitaria dove alle 11.15 sono previsti gli interventi finali".

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