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OCCHIOBELLO

Ecco il chirurgo robot. Per protesi perfette

La Casa di cura entra nell'élite delle strutture sanitarie che possono contare sulla nuova tecnologia

Protesti perfette: arriva il chirurgo robot

La casa di cura “Santa Maria Maddalena” entra nel ristretto novero delle strutture italiane dotate di una piattaforma robotica per la chirurgia ortopedica. Attualmente il sistema, denominato "Rio" e commercializzato dalla azienda italiana Abmedica, è utilizzato per la chirurgia protesica di anca e ginocchio, sia monocompartimentale che totale: in prospettiva potrà essere applicato anche alle altre articolazioni come spalla o caviglia.

“La robotica – spiega Giuseppe De Rito, responsabile dell’unità operativa di ortopedia di Occhiobello - è l’ultima innovazione nel campo della chirurgia protesica di anca e ginocchio e ci permette una maggior precisione nello studio della cinematica della protesi che si va ad impiantare. Consente tagli più precisi e un risparmio osseo per arrivare ad una protesi che durerà di più rispetto a quelle impiantate con i metodi tradizionali”.

In pratica, funziona così: si esegue una Tac preoperatoria al ginocchio che consente di conoscere “tridimensionalmente” l’articolazione. I dati vengono elaborati dal software del sistema che permette al chirurgo di pianificare l’intervento. Il chirurgo, quindi, “vede” prima di procedere all’intervento come questo si svolgerà ed è in grado di apportare in anticipo tutte le correzioni necessarie. A questo punto il braccio robotico riproduce sul paziente ciò che il chirurgo ha pianificato eliminando, di conseguenza, l’errore manuale umano.

“Resta salva ovviamente la possibilità del chirurgo di interrompere la procedura robotica per procedere manualmente se lo ritiene necessario – precisa De Rito - La protesi viene posizionata sulla base del modello a tre dimensioni pre-elaborato e l’alloggiamento della stessa viene sagomato nell’osso da una fresa montata sul braccio robotico mentre una telecamera ad infrarossi monitora l’intervento nel suo divenire. Nel decorso postoperatorio registriamo una riduzione del dolore del paziente e una mobilità accentuata: risultati resi possibili dal connubio tra robotica e chirurgia mininvasiva".

"Al momento, abbiamo portato a termine 12 interventi e siamo gli unici a Rovigo e tra i pochi in Italia ad utilizzare questa tecnologia. Ottima anche la nostra posizione a livello europeo dove solo tedeschi e francesi stanno iniziando oggi ad utilizzare una tecnologia che si è affacciata sul mercato solo 8 mesi fa”.

A Occhiobello si realizzano ogni anno 300 interventi di artroprotesi di anca e 400 di ginocchio (entrambi con tecnica mininvasiva); a questi si aggiungono circa 30 interventi di artroprotesi di spalla e un in centinaio di revisioni di artroprotesi di anca e ginocchio eseguite in altre sedi. I dati sono del 2018 e fanno ancora riferimento alla protesica tradizionale. “Con l’avvento del sistema Rio – evidenzia l’Ad della casa di cura, Vittorio Morello – intendiamo diventare un centro di riferimento per la robotica: abbiamo adottato questa tecnologia per restare al passo con i tempi e conservare il carattere di centro di eccellenza nel settore”. A fianco della robotica, l’unità operativa di ortopedia ha dato il via anche ad un progetto di “fast track” riabilitativo, che permette un recupero accelerato dei pazienti.

“Il paziente – conclude De Rito –viene rimesso in piedi già il giorno successivo l’intervento: dieci anni fa restava immobilizzato a letto per almeno una settimana. Oggi, in venti giorni può tornare alla vita normale avendo già concluso la riabilitazione”.

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