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VIGILI DEL FUOCO ROVIGO

"Addio Gianpietro". L'omaggio dei colleghi e della gente

Il commosso saluto del comandante nazionale del Corpo, che con lui a Rovigo aveva lavorato per anni

20/04/2019 - 13:51

Un casco, il suo casco, rosso come lo sono quelli degli "ufficiali" dei Vigili del fuoco, pieno delle firme di colleghi che, con lui, hanno condiviso levatacce, turni interminabili, emergenze, salvataggi, ansie e fatiche. Un casco sul quale i familiari di Gianpietro Pavasini, per tutti i colleghi "Kaimano", caporeparto dei vigili del fuoco in pensione da qualche anno, hanno tenuto, a lungo, posate le mani, con tutta la difficoltà, al momento di staccarle, che ci può essere quando si sa che il proprio caro è partito per un viaggio senza ritorno.

La mattinata di sabato 20 aprile, è stata, per i vigili del fuoco del Polesine, un momento di lutto, ma anche di lucido orgoglio nel ricordare un collega che, come ha voluto dire lo stesso capo nazionale del Corpo, Fabio Dattilo, per anni a Rovigo proprio con Pavasini, era un "vigile del fuoco" sino in fondo. Anche la figlia, presente alla cerimonia, per un periodo ha prestato servizio come discontinuo.

Pavasini, classe 1954, se ne è andato giovedì 18 aprile all'ospedale di Rovigo. Da qualche tempo non stava bene. iI funerali sono stati celebrati nella mattinata di sabato 20 aprile, a Frassinelle, il paese natale di Gianpietro. "Ricordo un ragazzone, pieno di vita, di energia, di voglia di fare e di vivere - ha ricordato il parroco - Si era scelto una professione confacente al suo fisico e al suo carattere. Una professione 'robusta', come quella di vigile del fuoco, nella quale eccelleva, come testimonia la presenza di tanti colleghi qui, oggi".

A Frassinelle, infatti, sono arrivati in forze i colleghi, con tre mezzi, come quelli sui quali Gianpietro ha prestato servizio per una vita. Presente il comandante provinciale, tutti i pompieri che è stato possibile portare senza sguarnire il servizio, tanti ex colleghi, in pensione. Una figura quasi leggendaria, quella del caporeparto Pavasini, a Rovigo. Una cerniera di collegamento tra la "vecchia scuola" e i giovani, che da lui prendevano esempio e che, ora, lo ricorderanno per sempre, come tutti coloro che lo avevano conosciuto.

Saputo della scomparsa di Pavasini, col quale aveva condiviso anni di servizio, il comandante del corpo Dattilo, ex vicecomandante provinciale a Rovigo, ha voluto inviare un messaggio al collega, al quale era legato da un profondo vincolo di amicizia. 

"Avevo saputo - scrive nel suo toccante messaggio Dattilo - che non stavi bene ma a Natale, quanto ti ho sentito per l’ultima volta, mi avevi rassicurato che tutto era sotto controllo. Ma evidentemente non era così. Il tuo grande cuore, quello che ti ha permesso di stare vicino al personale, all’amministrazione come anche alle persone a te care, ha smesso di battere. Non godremo più della tua ironia, dei tuoi eccessi camerateschi, del tuo altruismo del tuo essere Vigile del Fuoco a tutto tondo e fino in fondo".

"Aver vissuto insieme l’esperienza professionale ed umana della missione Arcobaleno in Albania, aver dormito nella stessa tenda per circa un mese, aver lavorato a Rovigo per 4 anni insieme, ci ha reso quasi fratelli. Bastava uno sguardo per capirci ed avere fiducia l’uno dell’altro. E questo mi mancherà molto. Ciao Gianpietro!".

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