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Ospedale, il sindaco si appella a Corazzari

Barbierato non ha perso le speranze per le schede ospedaliere e scongiurare il declassamento dell'ospedale

Ospedale, il sindaco si appella a Corazzari

Giornate decisive per il futuro dell’ospedale Santa Maria Regina degli Angeli. Anche se la speranza è l’ultima a morire il declassamento appare ormai certo. Il sindaco Omar Barbierato cerca di infondere ottimismo fino all’ultimo. “L'impegno per salvare il nostro ospedale - afferma - continuerà fino al momento dell'approvazione delle schede ospedaliere, perché significa portare avanti il diritto alla salute e alla sanità pubblica per i nostri cittadini”.

Nella recente conferenza stampa a Palazzo Celio, Barbierato si è rivolto direttamente all’assessore regionale Cristiano Corazzari, unico polesano nella giunta veneta, quindi unico polesano chiamato a votare quelle schede. “La scelta è politica – ha affermato con decisione il primo cittadino adriese – nel corso degli anni c’è stato un depauperamento della sanità pubblica: prima Trecenta, adesso Adria e già si intravvede il declino di Rovigo. Ad Adria sono state tolte sei apicalità su 13, vengono eliminati servizi che fino a ieri venivano erogati ai cittadini per un bacino dei utenza di quasi 200mila abitanti considerando il territorio adriese, l’area del Delta e le zone limitrofe del Bassoferrarese e Bassoveneziano, in parte anche del Bassopodavano. Pertanto – ha rimarcato Barbierato – chiediamo all’assessore di farsi carico di queste esigenze perché è l’unica persona che può intervenire e portare dei servizi a favore del territorio”. Intervenuto subito dopo, Corazzari non si è particolarmente sbilanciato, restando molto “abbottonato” anche sulla situazione di Adria.

Fortemente preoccupato è il Partito democratico che vede un forte ridimensionamento della sanità pubblica. “La riforma delle Ulss – afferma Graziano Azzalin, consigliere regionale dem - doveva portare a dei risparmi che sarebbero stati investiti sul territorio, invece con la nascita dell’Azienda zero non ci sono stati benefici. Anzi. E la programmazione successiva ha aggravato la situazione: la specificità per il Polesine non è uno slogan vuoto, va riempito con organici e servizi, altrimenti è a rischio la sanità pubblica. Le schede penalizzano sia Trecenta che Adria. Ma anche sull’ospedale di Rovigo non c’è chiarezza: il riconoscimento di hub provinciale deve essere confermato dai fatti, non bastano le parole”.

Da parte sua, Patrizia Bartelle, consigliera regionale di Italia in comune, sottolinea che “il 16% di servizi sanitari privati in Veneto si concentra soprattutto nelle province di Verona e Rovigo, dove in rapporto al numero di abitanti sul totale regionale va ben oltre il 30% della media nazionale”.

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