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Clamorosa bocciatura per l’Ulss

Ospedali polesani valutati dalla ricerca con un impietoso “1” in una scala da 1 a 10

Clamorosa bocciatura per l’Ulss

Ospedali polesani valutati dalla ricerca con un impietoso “1” in una scala da 1 a 10

Impietosa bocciatura per la sanità polesana che incassa un terribile 1, in una scala da 1 a 10, nella ricerca “Ires Veneto” sulle fusioni tra le aziende ospedaliere. E dire che, secondo la ricerca, la fusione tra le due Ulss polesane (ex Ulss 18 ed ex Ulss 19) non sia venuta fuori proprio un granché bene, è un eufemismo. Nel valore più importante misurato dalla ricerca (ovvero la capacità di risposta ai bisogni del territorio) che aveva lo scopo di valutare gli effetti della riorganizzazione della sanità veneta con il passaggio da 21 a 9 Ulss, l’Ulss 5 Polesana becca una sonora bocciatura. Nonostante il numero di anziani, infatti, in una provincia che continua inesorabilmente ad invecchiare, non ci sarebbero i servizi adeguati per farsene carico.

E così, secondo la ricerca condotta dai professori Rebba e Bonvento del dipartimento di scienze economiche dell’Università di Padova, la performance della nostra Ulss, in una scala di valutazione che va da 1 a 10, sulla capacità di risposta all’invecchiamento della popolazione e quindi alle malattie croniche correlate all’aumento dell’anzianità nel territorio, la valutazione è un terribile 1. Il numero minimo per non essere completamente inclassificabili. Insomma, il minimo ottenuto solo perché determinati servizi esistono anche se, evidentemente, non sarebbero all’altezza di dare risposta alle esigenze del territorio.

Parliamo di risposta a malattie croniche come il diabete, patologie cardiovascolari, polmonari o neurodegenerative.

“Tra le Usl che mostrano segni di forte debolezza per carenza di strutture c’è la Polesana - si legge nelle conclusioni della ricerca - dove la presenza di malattie e l’invecchiamento della popolazione è talmente forte che non è compensato dalla risposta territoriale né ospedaliera”. Più basso è il punteggio più in difficoltà è l’Usl.

Impietoso anche il giudizio sull’appropriatezza delle prestazioni, ovvero l’accesso al Pronto Soccorso, durata dei ricoveri e simili. Anche qui il voto della ricerca è 1. Per fare un confronto, la Ulss Berica (Ovest vicentino e Vicenza) nello stesso parametro porta a casa un 10 pieno. E come lei anche la Marca trevigiana e l’Ulss Scaligera.

Ad onor del vero, facendo una media dei valori ottenuti nella ricerca, l’Ulss Polesana si piazza comunque sopra la sufficienza, ma questo non è consolante ricordando che, nei parametri più importanti, ci classifichiamo appena, con il valore più basso della scala.

Le motivazioni della sonora bocciatura nella capacità di risposta al territorio sarebbero, come indicato nello stesso report, da ricercare nell’alta prevalenza di malattie croniche e disabilità in Polesine e nelle precedenti alla fusione, criticità di bilancio che la ex Ulss 18 continua a trascinarsi dietro.

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