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POLIZIA ROVIGO

Preso l'aguzzino delle donne. Ora terrorizzava l'ex moglie. Sconterà 7 anni e 4 mesi

La donna viveva in città, ma lui la aveva individuata e minacciata. Per gli investigatori 48 ore senza chiudere occhio per trovarlo e fermarlo

11/05/2019 - 12:41

Un arresto eseguito il 9 maggio, a Trieste, di un cittadino albanese, di 50 anni, in esecuzione di una ordinanza cautelare in carcere per scontare 7 anni e 4 mesi, per i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, oltre che di porto abusivo di arma da fuoco. Una condanna risalente al 2002, inflitta a Brescia, alla quale, però, a oggi era sempre stato impossibile dare esecuzione, risultando il destinatario irreperibile.

Tutto è cominciato il 7 maggio, quando alla questura si è presentata l'ex moglie, residente a Rovigo, che ha spiegato di essere spaventata. Il marito, dal quale era separata da tempo, la avrebbe chiamata, dicendole che sapeva dove viveva e facendo il nome del bar dove andava ogni mattina a fare colazione. Una situazione spaventosa, con la squadra mobile della questura che ha immediatamente messo sotto protezione la famiglia della donna, avviando nel contempo le indagini. Sono state 48 ore nel corso delle quali gli investigatori non hanno di fatto chiuso occhio. La situazione era allarmante.

Un uomo che si trovava in Italia con un ordine di carcerazione pendente, a una pena molto alta, forse armato. Una situazione di massimo allerta. Già l'8 maggio è emerso come si trovasse a Trieste. Due equipaggi sono scattati e hanno raggiunto quella città. Il giorno dopo, è stato trovato e arrestato. Una attività non semplice, dal momento che, nel frattempo, il 50enne avrebbe anche cambiato nome.

E' stato anche trovato, secondo le contestazioni, in possesso di un telefono e due sim, dalle quali minacciava la moglie. Una vicenda che ha dato vita a un nuovo procedimento penale, per le gravi minacce che la donna avrebbe subito. A seguirlo, il sostituto procuratore Maria Giulia Rizzo, che ha seguito con la massima attenzione la vicenda. Da parte della squadra mobile, guidata dal Commissario capo Gianluca Gentiluomo, una pronta ed efficace risposta a una situazione in effetti allarmante.

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