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ELEZIONI ROVIGO

"Rovigo si spopola, fermiamo l'esodo"

Il candidato sindaco del centrosinistra, Edoardo Gaffeo, prone una soluzione per invertire la rotta

"Rovigo si spopola, fermiamo l'esodo"

"Molti anziani e pochi giovani, gli Under 35 in particolare scappano dal Polesine, la provincia più anziana d’Italia. Questo è il primo vero problema. Non siamo attrattivi come capoluogo e a questo fuggi fuggi hanno contribuito anche le precedenti amministrazioni di centrodestra con la mancanza di una strategia politica. Se continuiamo così Rovigo si desertificherà. Dobbiamo invertire la tendenza e chiedo come il centrodestra possa proporre soluzioni, visto che in questi anni sono state le loro scelte ad aggravare la situazione". Edoardo Gaffeo, candidato sindaco del centrosinistra unito, lancia un guanto di sfida alla coalizione che sostiene Monica Gambardella, con una proposta per un rilancio strategico di Rovigo come Comune capoluogo, cabina di regia per politiche economiche e imprenditoriali che portino alla creazione di posti di lavoro.

"C’è un problema - premette - nel saldo demografico naturale della provincia, cioè la differenza fra decessi e nascite: ogni anno perdiamo circa 1500 persone. Ma c’è anche un saldo migratorio, la differenza fra chi arriva e chi parte, che è negativo perché aumentano quanti lasciano il Polesine per trasferirsi in altre province venete e fuori Regione. E più di 300 risultano essere i giovani scappati all’estero. Per quanto riguarda gli immigrati, sono circa mille le richieste di permesso soggiorno che arrivano alla questura, ma sono anche circa un migliaio, secondo i dati Istat, gli immigrati che se ne vanno altrove e non vogliono restare qui: il saldo chiude a zero".

Il trend di crescita in forte calo, colpisce le aree marginali fragili come Rovigo a favore della crescita delle grandi aree urbane. “Dobbiamo diventare attrattivi – spiega ancora Gaffeo - per quelli che nascono in Polesine ma anche per i giovani che arrivano da fuori. La politica deve controbilanciare questo fenomeno e rendere più fervido il nostro territorio con una strategia socio economica. Come? Si deve partire dalla scuola. Vanno creati corsi di specializzazione post diploma, nell’ambito della formazione terziaria, offrendo dei modelli di formazione con la creazione di ‘Istituti Tecnici Superiori’ che si affianchino alla proposta formativa della scuola secondaria superiore, questo implica la creazione di un polo formativo che metta in rete i nostri istituti tecnici esistenti. Valorizzando ad esempio un’eccellenza come l’istituto agrario “Munerati” con una formazione che integri nuove tecnologie, agricoltura di precisione e, dall’altra parte, offra la possibilità di fare impresa sfruttando le Zone Economiche Speciali (Zes) mettendo tutto sotto un sistema di coordinamento degli Enti locali. Il Comune non può creare posti di lavoro, l’ho già ribadito in più occasioni, ma può contribuire a costruire una rete e creare le migliori condizioni per favorire la buona impresa”.

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