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In sella per chi ha dato la vita per la divisa e per lo Stato

Una mattinata solenne, in questura

"Da 27 anni, dal primo anniversario della strage di Capaci e di via D’Amelio, maggio è per noi del Sap il mese della memoria". E' stato chiaro, Fabio Ballestriero, segretario regionale e anche provinciale del Sap, nello spiegare i motivi della pedalata da Rovigo e Cesena, in ricordo dei caduti della Polizia, ma anche dello Stato in generale, dei carabinieri, di altre forze dell'ordine.

"Da Trieste, Aosta, Palermo, Messina, da Rovigo e tante altre città d’Italia molti colleghi si sono messi in cammino - ha proseguito - o sulle ruote della bicicletta per portare sulle loro gambe quei valori che Giovanni Falcone definiva così: “ Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.”

A questo percorso ciclistico della memoria iniziato lunedì 13 a Basovizza , potente simbolo evocativo di una memoria per troppo tempo sopita, si sono uniti nella mattinata di martedì 14 maggio da Rovigo i 5 poliziotti-ciclisti rodigini che, alla presenza delle massime autorità civili e militari hanno deposto una corona di fiori presso la lapide dei Caduti della Polizia di Stato della Questura di Rovigo per commemorare tutte le vittime della criminalità, del terrorismo, della mafia e del dovere.

Successivamente, insieme agli altri 5 poliziotti-ciclisti friulani il programma prevedeva in sella alle loro bici sino alla questura di Ferrara, una sosta intermedia di un percorso a tappe di circa 600 chilometri che si snoderà lungo la dorsale adriatica e si concluderà sabato 18 maggio al Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo in provincia di Foggia.

Hanno partecipato tre classi dell’Istituto Viola Marchesini di Rovigo accompagnati dai loro insegnanti. Inoltre, quest’anno, per la prima volta, i 10 poliziotti-ciclisti, sono stati accompagnati sino alla Questura di Ferrara da circa una dozzina di ragazzi studenti-ciclisti appartenenti alla Società Ciclistica Emic Bosaro, seguiti dal loro Direttore Sportivo Sandro Baracco e dal Responsabile Regionale del Settore Giovanile della Federazione Ciclistica Italiana Vittorino Gasparetto.

"La partecipazione dei giovani ciclisti - ha detto il Sap - rappresenta per noi del Sap il filo rosso attraverso il quale si può trasmettere ai più giovani la memoria di fatti, uomini e donne delle Istituzioni o cittadini che hanno interpretato la loro vita professionale nel segno del sacrificio, anche quello estremo. Quello stesso sacrificio, insieme a tanti altri valori, che è parte intrinseca del ciclismo ed accomuna, in una sorta di similitudine ideale, lo sport in genere con le professioni al servizio degli altri”.

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