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Traffico di moderni schiavi in Polesine: preso il "cervello"

Cittadini del Bangladesh fatti arrivare clandestinamente, scatta il blitz

Traffico di moderni schiavi in Polesine: preso il "cervello"

Proprio a Polesella, nel Comune della Sinistra Po, si trovava una "casa di sosta" di una tratta degli schiavi che avrebbe visto transitare almeno una decina di clandestini pakistani, prelevati, dietro compenso, dalla Slovenia, fatti passare dal confine orientale, quindi dal Polesine e, infine, portati nel Nord Europa. Il tutto a caro prezzo e in condizioni spesso estreme. Episodi che si sarebbero verificati nell'arco di due mesi. 

Queste le risultanze di una indagine condotta dai carabinieri tra dicembre e febbraio. Accertamenti lampo, che hanno consentito di individuare la struttura proprio a Polesella. Determinante, per questo, la presenza del presidio territoriale dell'Arma, ossia la locale stazione carabinieri.

Due gli arresti fatti scattare dai carabinieri lo scorso marzo, su disposizione del giudice per le indagini preliminari Pietro Mondaini, che ha accolto le richieste del sostituto procuratore Maria Giulia Rizzo. Si tratta di due giovani cittadini pakistani. Uno è stato arrestato a Bologna, l'altro a Polesella. Hanno 25 e 24 anni. La rete clandestina avrebbe avuto anche la disponibilità di documenti falsi. A questi, ora, se ne aggiunge un terzo. Un 22enne pakistano arrestato giovedì 16 maggio a Molinella, nel Bolognese, al confine col Ferrarese, dai carabinieri. Scarcerato da poco a Monaco, dove era stato arrestato in flagranza mentre, in auto, secondo le contestazioni, stava trasportando cittadini extracomunitari, sarebbe tornato in Italia.

Un collegamento, quello col Ferrarese, non casuale. Secondo le indagini, infatti, un'altra casa di sosta si sarebbe trovata nella zona di Portomaggiore.

Oltre agli arrestati, risultano anche tre persone indagate, sempre pakistane, sempre nell'ambito della medesima inchiesta. Si tratterebbe sia di corrieri, ossia di persone che andavano materialmente a prendere i clandestini, in auto, sia di "facilitatori" della loro permanenza in Polesine o nel Ferrarese, altra zona toccata dagli accertamenti. Determinante, per il buon esito dell'operazione, anche la sinergia con l'ufficio immigrazione della questura, oltre che col personale della polizia locale di Polesella.

 

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